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Amare sospesi



Domenica pomeriggio ho fatto una corsa in bicicletta, come ai vecchi tempi e con la vecchia biciletta anni '30 di mio nonno.
Sono andato da lei.
Fuori di casa sua, ma no, non me la sono sentita di suonare, di chiamarla.....magari non era nemmeno in casa, chissà.
Ho attraversato tutta la campagna dunque. Campi, alberi, una strada lunga, ma piacevole. Sotto questo sole estivo. Solo per respirare la stessa aria che respira lei. Solo per il piacere di correre e di fermarmi a due passi da lei.
E fumarmi una sigaretta a pochi passi da casa sua.
Lei non lo sa che mi piace, o forse sì.
Ma forse non è questo che veramente mi importa.
E' difficile, oggi, parlarsi, capirsi, persino vedersi. Perché un conto è vedersi con gli occhi, un altro con il cuore.
Sono finiti da un pezzo gli anni '60 e '70, ma io è come se mi sentissi ancora parte integrante di quegli anni, che pur non ho vissuto.
Anni in cui la comunicazione era più spontanea ed in cui il cuore, quello sì, batteva davvero.
Ed allora rigorosamente fumetti di Max Bunker e bicicletta. Persino qualche canzone di Battisti e Mogol nelle orecchie (mai usato un aipod in vita mia).
Oggi..... Oggi l'incomunicabiilità la fa da padrone. E' difficile parlarsi, persino amarsi.
Oggi il sesso, quello sì, sembra che lo incontri ad ogni angolo della strada con le ragazzine che fanno talvolta a gara per perdere la verginità entro i quindici anni. Per poi, sui trent'anni, mettere su una famiglia numerosa, per poi separarsi, divorziare e morire in pace.
Si fa per dire.
Oggi il massimo della trasgressione è andare sul web e trovare amici virtuali su Feisbuc. Quella roba inventata da quel ragazzetto poco brillante dal nome crucco. Zukerberger o giù di lì.
Mi piace la parola, ovvero il concetto del "fare l'amore". Fare sesso, non è che non mi piaccia. E' che mi lascia perplesso.
Non sono certo un bigotto e/o un moralista. Solo che nelle cose mi piace andare in profondità, non rimanere in superficie.
Le automobili sfrecciavano a velocità vorticosa su quella strada con ai lati solo alberi e campi sterminati. Ed io a pensare solo a lei.
A.......
Oggi si corre vorticosamente. Su strada si corre su quelle scatole di sardine dalle prestazioni sempre più prestanti.
Non guiderei un'automobile nemmeno se me la prestassero.
Non guido da anni non a caso.
La velocità va bene, certo, se dietro ad essa c'è emozione, profondità, sogno. Non certo ferraglia.
Non so se questa sia la vittoria dei Futuristi sui Dadaisti e, francamente, anche poco me ne importa.
Oggi si ha fretta, si corre, ma per andare dove ?
E poi si teme la morte. Si vorrebbe essere eterni. Per continuare a correre, correre, correre.
Ed evitare di pensare.
Ed evitare di parlare direttamente: senza l'ausilio dei tastini di un computer o quelli di un cellino.
Ed evitare di scoprire.
Ed evitare di amare.
Soprattutto quello.


Pubblicato il 8/7/2009 alle 7.3 nella rubrica FATQUAK SCHOOL.

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