Blog: http://lucabagatin.ilcannocchiale.it

Blogger e ddl Alfano: perché non passare dalla protesta alla proposta ?


Questa cosa della protesta relativa al DDL Alfano che introduce, fra le altre cose, l'obbligo di rettifica di inesattezze o diffamazioni entro 48 ore per i siti web ed i blog, pena una multa dai 7 ai 12 mila euro, mi lascia un po' perplesso.
Non che il DDL, in sé, non lasci perplessi, ma semplicemente ritengo che il punto sia un altro.
Innanzitutto sarebbe bene rettificare ogni qual volta richiesto - e se tecnicamente ciò non è possibile in 48 ore, si conceda pure un tempo maggiormente dilazionato - se quanto scritto può offendere chiunque sia chiamato in causa. Magari però evitando spiacevoli querele, chiudendo bonariamente la questione quasi fosse una "constatazione amichevole" automobilistica.
Ad ogni modo i protestatari tuonano affermando che così si equiparano i blog ai giornali ed ai mezzi di informazione.
Beh, e allora ?
Lo scandalo mi appare un altro. Ovvero la mancanza della possibilità per i blogger che fanno informazione di essere iscritti di diritto e con tutti i privilegi di casta nell'Ordine dei Giornalisti (istituito ai tempi del fascismo, guarda caso) e la conseguente possibilità, per i suddetti blogger, di usufruire dei contributi previsti dalla Legge sul finanziamento pubblico all'editoria.
Ad un preciso dovere (quello della responsabilità relativa a ciò che si scrive) dunque, si preveda un sacrosanto diritto come per tutti coloro i quali nel nostro Paese si ritengano atti a fare informazione (chi scrive la pensa diversamente, nel senso che nei fatti non occorrerebbe essere titolare della tesserina dell'Ordine - e dunque di relativi privilegi - per scrivere con competenza, ovvero fare informazione. E parimenti chi scrive dovrebbe farlo in primis con la passione dello scrittore e del creativo e non con quella di portarsi a casa la pagnotta. Assoggettandosi così ad un qualsivoglia padrone/editore).
La protesta, al massimo, andrebbe indirizzata in tal senso, ma a quel punto non sarebbe più una protesta strumentale, bensì diventerebbe una proposta.
Provocatoria sin che si vuole, ma anche no.
Da blogger (di cultura più che di informazione, in quanto ritengo ben più utile la formazione, rispetto all'informazione, con quanto ne consegue in termini di giudizio, pregiudizio, pettegolezzo) quale sono da cinque anni, dunque, non parteciperò alla protesta on-line indetta il 14 luglio prossimo da taluni blogger e giornalisti.
Mi limito a proporre, nel maremagnum, qualche cosa di forse un po' più concreto, meno impositivo, ma, ritengo, più positivo e costruttivo anche e soprattutto per i blogger.
E che metta in evidenza le contraddizioni del sistema corporativo italiano. Da riformare, quello sì, dalla radice.


Luca Bagatin

Pubblicato il 9/7/2009 alle 15.9 nella rubrica ARTICOLI.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web