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La Massoneria in Friuli: errori rilevati dal dott. Carlo A.R. Porcella

Questo blog, fra le altre cose - come molti lettori già sanno - si occupa anche di Esoterismo e Massoneria, oltre che, naturalmente, di Storia.
Il dott. Carlo Porcella, Storico, mi ha fatto pervenire un elenco di errori contenuti in talune pubblicazioni storiche e massoniche che parlano della Massoneria nel nostro Friuli.
Gli ho proposto di pubblicarglieli in anteprima sul mio blog, così che magari qualcuno provveda a prenderne atto e rettificare (Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem).
Ecco a voi, dunque, l'elenco del prof. Porcella.

L.B.



ELENCO DEGLI ERRORI 


Il manifesto fatto stampare dal G:.O:.I:. a Trieste il 26 luglio 1966 per celebrare il centenario dell’unione del Friuli all’Italia, riporta al nome di Giusto Muratti, combattente nella campagna del 1886 a Villa Glori – il manifesto è firmato dal G:.M:.Gamberini.
Le inesattezze, purtroppo non lievi, contenute nella  “voce” Massoneria curata dal Dott. Manlio Cecovini, nell’edizione del 1979 dell’Enciclopedia Monografica del Friuli Venezia Giulia, volume terzo, parte seconda, edita dall’ omonimo Istituto.
A pagina 779 l’immagine della chiave simbolica in argento, non identificava gli appartenenti alla  R:.Loggia dell’epoca, ma  era  il “gioiello distintivo” del Fratello Tesoriere.
A pagina 781 è indicata quale data di nascita della R:.L:. Des Amis De L’Ordre l’anno 1804 che non corrisponde alla data  del 13 maggio 1807 indicata nella Tavola Architettonica che descrive l’elevazione delle Colonne.
Tavola redatta a stampa in lingua francese, e di cui il sottoscritto ha curato la traduzione integrale.
(la traduzione è stata anche registrata presso la Siae) – 
Forse si potrebbe parlare del 1806 poiché il Grande Oriente di Francia per concedere il nullaosta per l’elevazione delle Colonne alle RR:.LL:. richiedeva un periodo di prova di circa un anno.
Inoltre presso la Biblioteca  Civica di Udine non esiste alcun elenco dei componenti della R:.L:. Napoleone ma solo una Tavola Architettonica redatta dal Segretario Bianchi e destinata agli Apprendisti datata 21.dicembre1808.
A pagina 783 occorre precisare:
che il piano rivoluzionario era opera solo di Antonio Andreuzzi  e che il patriota Giobatta Cella era alle dipendenze di Andreuzzi e operava in altra zona della regione. Inoltre il Cella non patecipò allo scontro di Monte Castello.
Nessuno archivio privato della regione contiene il manoscritto delle memorie di Andreuzzi Antonio, l’unico manoscritto esistente è presso i Civici Musei di Udine e per la regolarità della sua scrittura potrebbe essere una copia dell’originale. Secondo molti storici friulani e non la copia originale del manoscritto è stata distrutta durante l’occupazione austriaca di Udine del 1917.
Sono uno dei pochi cittadini che hanno consultato e ricopiato integralmente il predetto manoscritto con regolare permesso della Direzione dei Civici Musei. (La sezione di Udine dell’Associazione Mazziniana nello scorso anno ha pubblicato copia del manoscritto da me curato)
Non esiste alcun fatto d’armi relativo alla campagna del 1870 in località o prossimità di Villa Glori
l’unico fatto d’arme con tale denominazione riguarda la Campagna Garibaldina detta dell’Agro Romano e conclusa con la battaglia di Mentana nel 1867.
Alle pagine 784 e 785 mancano i riferimenti alla figura di un grande patriota e Libero Muratore
Elio Morpurgo e di tanti altri Fratelli che hanno fatto la Storia del Friuli.
A pagina 788 ove è riportata la bibliografia mancano opere di storici Friulani  nonché di altri storici quali Mack Smith  o Bracalini che hanno trattato, anche se  solo brevemente, l’insurrezione del Friuli del 1864 e le sue conseguenze. 
Il libro “La Massoneria la storia gli uomini, e le idee” – a cura di Zeffiro Ciuffoletti e Sergio Moravia – edizione Oscar Mondadori  2004  - Nel capitolo La Massoneria  e la costruzione della nazione italiana di Fulvio Conti , a pagina 141 riporta: Viallet pone assai poco l’accento invece sul fatto  che nel 1911 solo una provincia in Italia , quella di Udine risultava priva di aggregazioni liberomuratorie. Le pubblicazioni che smentiscono clamorosamente tale circostanza sono numerose tuttavia mi limito solo ricordare quanto scritto dalla stampa cattolica locale nel periodo menzionato. 

CARLO A.R. PORCELLA

Pubblicato il 13/7/2009 alle 7.4 nella rubrica Diario.

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