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Riccardo Finzi....praticamente detective


un paio di volumetti delle avventure di Riccardo Finzi e, al centro, l'autore Luciano Secchi in una foto di gioventù

L'ho scovato in una libreria veneziana che è un vero e proprio magazzino ove un libro non si trova...si "scova" letteralmente !
Riedizione polverosa, ovvio !
Riedizione del 2000 di un romanzo giallo pubblicato per la prima volta nel 1981 nella collana Scotland Yard della Max Bunker Press.
Vi dice niente ?
Beh, carissimi alanfordissimi come me o anche no, non avrei mai immaginato di "scovare" un romanzetto di Luciano Secchi fra incasinatissimi scaffali dell'Acqua Alta, la libreria di cui sopra incastonata fra le callette storiche di Venezia.
Luciano Secchi in arte Max Bunker, prolifico autore ed ideatore dei più scalcinati fumetti anni '60-'70-'80-'90 e 2000.
Noto ai più per essere il papà (nonché sosia) di Alan Ford, l'agente segreto più imbranato e belloccio del Gruppo TNT.
Il nostro caro Max-Secchi, classe 1939, è altresì noto per essere il padre di Riccardo Finzi, protagonista dell'omonima serie di brillantissimi romanzi gialli ancora oggi acquistabili al sito www.maxbunker.it.
Nella fattispecie, il libercolo che mi sono trovato fra le mani, si intitola "Fotofinish".
Un libercolo da edicola che si legge d'un fiato divertendosi ed avvincendosi (ma si può dire ?). Appassionandosi, insomma, nel racconto in prima persona dell'investigatore privato più balordo di Milano.
Riccardo Finzi è infatti un giovane investigatore diplomatosi per corrispondenza. Abbastanza imbranato e scalognato, ma sempre pronto a risolvere intricatissime situazioni anche quando un caso non gli è affidato direttamente. Il tutto con il supporto amichevole del carabiniere in pensione Ciammarica e dell'anziana vicina di casa Pina Parenti (cuoca e governante volontaria del Finzi).
In una Milano da bere & da mangiare, il Nostro, in "Fotofinish", si troverà ad avere a che fare con un caso di pedinamento apparentemente molto semplice, commissionatogli da una ricca signora borghese gelosa del marito, che si concluderà purtuttavia con l'assassinio dello stesso.
Ed in seguito....i cadaveri diventeranno molti di più !
Fra sosia, corse dei cavalli, amori fuggenti e sfuggenti, Riccardo Finzi si troverò persino accusato degli omicidi finendo in galera.
Riuscirà brillantemente a scagionarsi con l'arguzia e l'humor tipici di coloro i quali, pur non avendo nulla da perdere, hanno anche tutto da guadagnare.
A parer mio Riccardo Finzi è un po' il padre putativo di Lazzaro Santandrea, il protagonista dei noir dell'amico Andrea G. Pinketts. Eroi/antieroi urbani senza macchia ma qualche paura. Con l'unica differenza che il primo è completamente privo di vizi, mentre il secondo è un ricettacolo di Bacco, Tabacco e Venere (pur senza mai ridursi in cenere, anzi !).
Dalle avventure noir di Riccardo Finzi è stato tratto anche un divertente film cult, del 1979, con protagonista Renato Pozzetto: "Agenzia Riccardo Finzi, praticamente detective" per la regia e la sceneggiatura di Bruno Corbucci.
Un cult nel cult, insomma.
Dal genio di quel geniaccio di Luciano Secchi al quale molte generazioni come nostra devono la loro formazione, se non proprio culturale in senso stretto, quantomeno artistico-creativa.

Luca Bagatin

Pubblicato il 24/9/2009 alle 7.6 nella rubrica ARTICOLI.

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