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Lo spirito vivo del nostro XX Settembre

Come ogni anno i Massoni del Grande Oriente d'Italia, il XX Settembre, celebrano l'Equinozio d'Autunno (e dunque la ripresa dei lavori massonici) ed il ricordo della Breccia di Porta Pia (XX Settembre 1870), allorquando, con l'entrata dei Bersaglieri in Roma, si pose fine al Potere temporale dei Papi e si riportò la città alla civiltà.
In questi giorni ho avuto modo di trovarmi fra le mani un vecchio numero della "Rivista Massonica" del GOI, diretta dall'ex Gran Maestro Giordano Gamberini, del gennaio 1975.
Vi ho trovato un bell'articolo di Spartaco Mennini, a ricordo proprio del XX Settembre e dell'Unità d'Italia.
Nell'articolo è detto chiaramente che la Massoneria non partecipò direttamente al processo di unificazione ed emancipazione dell'Italia dal giogo austriaco, papalino, francese e borbonico, ma allo stesso tempo furono molti i Massoni a parteciparvi. Massoni che furono imprigionati, che morirono a Novara, Custoza, Curtatone, Montanara, che furono decapitati a Roma in Piazza del Popolo e così via....
Questo, spiega Mennini, perché "la Massoneria è l'anima delle cose, è l'idea che muove ma che mai può pretendere o meglio che mai deve imporre la soluzione temporale". Ed ancora: "Il Massone deve essere il cavaliere della libertà, ma non deve imporre un modello di libertà....".
Questo a dire quali alti ideali antidogmatici ed antitotalitari ispirarono personalità carismatiche e coraggiose quali Giuseppe Garibaldi e Goffredo Mameli e moltissimi altri, persino dall'estero e persino donne come Madame Helena Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica, che combattè fra le truppe garibaldine nella battaglia di Mentana.
Tornando al XX Settembre, ad ogni modo, essa è la festa di tutti i sinceri democratici, laici, liberali, repubblicani e monarchici per le libertà, di tutti gli ebrei, i carbonari, i massoni, i cattolici liberali, di tutti gli italiani e le italiane insomma.
E Festa Nazionale deve tornare ad essere, come proposto dal disegno di legge di iniziativa dei deputati Mario Pepe (PdL), Maria Antonietta Farina Coscioni (Radicali), Giancarlo Lenher (PdL) e Maurizio Turco (Radicali), perché abolita ingiustamente dal totalitarismo fascista negli anni '20 del '900 e perché patrimonio dell'Italia intera in quanto simbolo della stessa Unità Nazionale.
Unità Nazionale che compirà fra poco 150 anni e della quale dovremmo davvero andare orgogliosi. Non per mero ed illusorio "sentimento di Patria", bensì perché siamo un Paese tutto sommato libero anche se non del tutto democratico e civile (a causa anche di una classe politica assai poco colta e lungimirante). E perché siamo un Paese ancorato all'Occidente, nonostante le pericolose spinte vaticane.
Un Paese di fratelli con un'unica lingua e medesimi usi e costumi.
Un Paese che dovrebbe provare dunque vergogna per coloro i quali propongono di insegnare nelle scuole il dialetto e/o osano parlare in dialetto persino nel Parlamento Europeo (non volendosi dunque far comprendere dai più), sede democratica e civile per eccellenza !
E' altresì vergognoso che quest'anno sia stato espressamente vietato ai Radicali di tenere la consueta "marcia anticlericale" il 19 settembre da Porta Pia a Piazza Pio XII, davanti al Vaticano, nemmeno se svolta "in fila indiana".
Ad ogni modo i Radicali affermano con forza che in quella data, a partire dalle 14.00, a Porta Pia, ci saranno comunque.
Come ci saranno fisicamente - o con il cuore - tutti coloro i quali credono che la laicità dello Stato non sia mai bieca o malata, ma sempre e comunque civile ed emancipatoria.
E che ritengono che la "malattia" stia altrove, ovvero laddove vi è teocrazia, ideologia, totalitarismo in nome del mero Potere.
Questo è e sarà - come sempre – lo spirito vivo del nostro XX Settembre.


Luca Bagatin


Ecco la proposta di legge presentata alla camera e attualmente ancora al vaglio delle commissioni.

XVI LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

N. 449

PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa dei deputati

MARIO PEPE (PdL), FARINA COSCIONI ( Pd-Radicali), GIANCARLO LEHNER ( PdL), MAURIZIO TURCO ( Pd-Radicali )

Ripristino della festa nazionale del 20 settembre

Presentata il 29 aprile 2008

Onorevoli Colleghi! - Per un lungo periodo il 20 settembre 1870, data della presa di Porta Pia a Roma da parte delle truppe piemontesi, è stato festeggiato come giornata della riunificazione nazionale e della conquista di un'identità nazionale, perduta sin dai tempi della caduta dell'Impero romano d'Occidente nel lontano anno 476.
Le basi liberali dello Stato unitario sono state a lungo oscurate dopo la conclusione del periodo risorgimentale, con la fine della prima guerra mondiale, da molti considerata la quarta guerra d'indipendenza. Subito dopo, per ragioni non chiare, tale festa venne abolita.
Paradossalmente questa memoria è rimasta nel nome delle vie e delle piazze site in quasi tutte le città italiane. E molto spesso a portare il nome «XX Settembre» sono le vie e le piazze principali, realizzate nei tumultuosi anni successivi alla riunificazione nazionale e custodi ormai dello stile costruttivo oltre che della concezione di città moderna dell'Italia liberale e risorgimentale. Luoghi che sarà opportuno sottoporre al regime vincolistico dei beni culturali, in quanto depositari di una precisa memoria storica.
Tuttavia quanti, fra coloro che vi abitano o vi lavorano, sanno cosa è successo il 20 settembre? L'oscuramento, la rimozione della data in cui l'Italia ha ritrovato la sua capitale, è quasi totale.
Il settennato del Presidente Ciampi ha riportato in auge l'inno di Mameli: che piaccia o no è il nostro inno nazionale, tutti lo conoscono, lo cantano e ci si riconoscono, è un elemento della nostra identità.
È ora pertanto che la Nazione recuperi la memoria del 20 settembre 1870, giorno dal quale non siamo più stati «calpestati e derisi» e siamo diventati un popolo.
Riproporre la festività del 20 settembre significa recuperare alla memoria collettiva una data fondante per la nostra Nazione e al contempo respingere ogni forma di inaccettabile revisionismo per quanto riguarda le gloriose vicende del nostro Risorgimento.


PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.

1. A decorrere dall'anno 2008 la celebrazione del Risorgimento italiano ha nuovamente luogo il 20 settembre di ciascun anno, che pertanto è ripristinato come giorno festivo, ai fini di cui all'articolo 2 della legge 27 maggio 1949, n. 260.

Art. 2.

1. Il Ministro per i beni e le attività culturali, su istanza motivata dell'ente locale interessato, presentata alla soprintendenza competente per territorio, provvede alla verifica della sussistenza degli elementi che consentano la dichiarazione dell'interesse culturale, ai sensi e per gli effetti del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, delle vie, delle piazze e di ogni altro luogo intitolato alla ricorrenza del 20 settembre.

Art. 3.

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Pubblicato il 18/9/2009 alle 7.8 nella rubrica ANTICLERICALISMO.

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