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Slavoj Zizek a Pordenonelegge: un filosofo marxista che non ci convince punto. E a capo



Ammetto spudoratamente: non lo conoscevo né ne avevo mai sentito parlare. Sarò anche un ignorante, ma non meno curioso.
Infondo se una cosa non la conosci, questa stessa, ti spinge ad approfondire. E senza pregiudizio alcuno.
E così mi sono recato alla conferenza stampa-incontro tenutasi a Pordenone nell'ambito di Pordenonelegge - ormai nota manifestazione letteraria - con Slavoj Zizek, che scopro essere filosofo e psicanalista (lacaniano) sloveno. Fra l'altro pare anche essere "fra protagonisti indiscussi del panorama filosofico internazionale" (così recita la brochure di Pordenonelegge).
Ora, sin da subito mi lascia perplesso: inizia a parlare di Berlusconi.
Afferma che è il simbolo di un fenomeno globale da non sottovalutare. Quello di un grande vuoto morale iniziato in Argentina con Carlos Menem e proseguito poi con Reagan che si prendeva in giro da solo e parlava senza vergogna (sì, ma di che ?).
Sostanzialmente Zizek afferma che "non c'è più dignità nei governanti d'oggi" (sì, va bene, ma il punto qual è ?).
E qui attacca a parlare della "destra" (sì, ma, quale ?) che ha "ribaltato le buone maniere", che ha assunto una sorta di lunguaggio "sessantottesco" (?!?). Mentre la "sinistra" (a ri-quale ?) dovrebbe fare più attenzione al "decoro".
Zizek versione Marco Travaglio ?, mi sono chiesto...
Un giornalista gli pone un'ottima domanda sulla sua visione della Religione. Zizek risponde che si definisce un "materialista cristiano", ovvero un ateo che purtuttavia crede nel cristianesimo comunitario, egalitario (magari, aggiungiamo noi, pure messianico....quello che porta agli "ismi"). La sua critica alla Chiesa è dunque rivolta al fatto che essa non riesce ad affrontare la questione di costituirsi quale "comunità non gerarchica.....come invece fece il Partito Comunista" (e qui strabuzzo gli occhi !!!).
Prendo dunque la parola. L'occasione è troppo ghiotta per porgli la domanda fatidica: "Mi sembra di capire che lei sia un marxista. Ma il marxismo non è quell'ideologia totalitaria che ha mietuto e continua a mietere milioni di morti in tutto il mondo ?"
Mi sorride, un po' imbarazzato, poi risponde: "Beh, se volete risposte brevi è meglio mi facciate domande più stupide e meno complesse di quella che mi ha posto il signore qui presente" (uno a zero per me, dunque !).
Gentilmente passa a rispondermi con un lungo discorso che tenterò di riassumere.
Afferma che si può ancora imparare molto da Karl Marx. Che la Rivoluzione d'Ottobre fu una cospirazione anarchica dalla quale lui preferisce prendere le distanze, così come dallo stesso pensiero anarchico.
Si dice marxista, ma un marxista che cerca di andare alla radice della questione, dell'ideologia. E che una critica seria al marxismo la possono fare solo i marxisti, i quali hanno la base ideologico-culturale per poterlo fare (ordunque, noi sfigati liberaldemocratici, meglio che stiamo zitti....).
Slavoj Zizek prosegue affermando che uno dei compiti della "sinistra" (e ora comprendiamo di quale sinistra egli parli: quella comunista di matrice marxista) è proprio quello di analizzare e criticare il fenomeno staliniano e comunista.
Zizek dice che il 99% della sinistra tende purtroppo (per lui, non certo per noi !) ad accettare passivamente il capitalismo democratico liberale che, a parer suo, è un sistema iniquo che non potrà mai risolvere i "vari antagonismi" (così li definisce), come il problema ecologico, quello del razzismo e della biogenetica.
Conclude affermando che "bisogna reinventarsi qualche cosa", per opporsi al "capitalismo autoritario" che ha prodotto la Russia di Putin e la Cina (che però - vorremmo fargli notare - sono prodotti diretti del marxismo....e non certo della democrazia liberale !) che sono un pericolo per la democrazia (come lo furono l'Urss prima e la Cina di Mao, vorremmo nuovamente fargli notare).
Zizek stigmatizza il fatto di essere definito "mago del marxismo" in quanto "non ha tutte le risposte" (ah....non ce n'eravamo mica accorti !), ma ha comunque una visione apocalittica.
La visione apocalittica, dopo averlo sentito, l'abbiamo un tantinello noi. Ma non certo per il presente ed il futuro che necessitano di essere governati con gli unici strumenti possibili: la libertà e la democrazia.
Un filosofo e psicanalista che ci ripropone la vecchia lezione marxista della Storia, ritenendo di attualizzarla, ci lascia letteralmente basiti ed attoniti soprattutto alla luce di argomentazioni che -  obiettivamente -  sembrano latitare alquanto.
Leggeremo i suoi saggi, ma riteniamo che la lezione liberale, antidogmatica, antimessianica ed antitotalitaria di Mazzini, Toqueville e Stuart Mill sia di gran lunga più stimolante, attuale e soprattutto utile ad una "Società Aperta".

Luca Bagatin

Pubblicato il 19/9/2009 alle 16.37 nella rubrica ARTICOLI.

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