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Donne in Massoneria: una questione antica e dibattuta



Donne con i paramenti massonici e, al centro, stampa d'epoca raffigurante l'Iniziazione di una donna all'Arte Liberomuratoria in una Loggia mista

Donne in Massoneria.
Una questione annosa ed anche controversa.
Una questione di cui si dibatte da lunghissimo tempo a causa del landmark, ovvero della regola massonica, stabilita dal reverendo inglese James Anderson nel 1723 nelle sue Costituzioni, che avrebbero riunito - appunto - tutte le regole della Gran Loggia Unita d'Inghilterra, considerata la Loggia "madre" della Massoneria mondiale (per questioni prettamente e squisitamente storiche più che simboliche).
Ebbene, da secoli si sostiene, sotto il profilo esoterico, che "l'Iniziazione massonica è solare" e dunque maschile e non "lunare", ovvero femminile.
E per questo motivo, ma forse anche per il periodo assai poco femminista nel quale furono scritte le Costituzioni, la gran parte delle Obbedienze massoniche regolari non iniziano le donne in Massoneria. Per quanto - specie negli ultimi anni - si ritenga che un'istituzione laica ed antidogmatica quale è appunto la Massoneria, non possa permettersi - per così dire - di discriminare.
Ciò che ad esempio è avvenuto in Francia di recente, ovvero ai primi del settembre scorso presso il convento di Lione (l'assemblea generale dei massoni francesi) in seno al Grand Orient de France, è sicuramente emblematico.
Chiamati ad esprimersi relativamente all'iniziazione delle donne nelle Logge, il 56 % dei delegati massoni si è espresso in senso contrario. Purtuttavia si noti come solo dieci anni fa, ad esprimersi in senso contrario, furono ben il 70 % dei delegati !
E si noti anche come per la causa pro logge miste si sia espresso l'ottimo ex Gran Maestro del Grand Orient francese Jean-Michel Quillardet, noto peraltro per la sua grande apertura al "mondo profano" e per la difesa della laicità in Francia e che fra l'altro - piccola nota - fu molto disponibile a collaborare con gli scrittori di thriller esoterici Eric Giacometti e Jacques Ravenne nel fornire materiale per i loro romanzi, il cui protagonista è proprio un ispettore di polizia appartentene al Grand Orient de France.
A rimanere nettamente contrari all'Iniziazione massonica femminile sono i delegati più anziani, più legati alla tradizione.
Così in Francia, così in Italia, ove - fra le Obbedienze regolari - solamente la Gran Loggia d'Italia degli ALAM inizia le donne sin dalla sua costituzione nel 1908.
Edito dalla Bastogi, vi è un ottimo ed agile volume che tratta appunto delle donne in Massoneria: "Donne e Massoneria in Italia" di Francesca e Pier Domenico Vigni.
Un vero e proprio excursus storico dalle prime Logge femminili o "di Adozione" nella Francia del XVIII secolo sino a quelle napoletane formate da nobildonne e via via passando per le donne Carbonare e Massone che combatterono per l'Unità d'Italia sino alla dichiarazione del Generale Giuseppe Garibaldi - Gran Maestro dell'Umanità, Internazionalista e femminista - di voler arruolare le donne nelle Logge.
Ed ancora, una descrizione approfondita delle Gran Logge Femminili presenti in Italia (in cui peraltro fu Iniziata anche la moglie dell'attore Ugo Tognazzi, l'attrice Franca Bettoia, e sua madre Marisa fu Gran Maestra).
Una storia d'emancipazione, dunque, in seno all'Istituzione umanitaria ed emancipatoria per eccellenza.
Un'Istituzione - peraltro - in continua evoluzione. Come la vita stessa dei suoi Confratelli dediti allo sgrossamento della pietra grezza ed all'edificazione del Tempio dell'Umanità da elevare alla Virtù.

Luca Bagatin

Pubblicato il 12/10/2009 alle 7.59 nella rubrica ARTICOLI.

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