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UN AMORE SENZA FINE romanzo a puntate by Luca Bagatin (CAPITOLO SECONDO E TERZO)

Proseguiamo - per la neo rubrica FEUILLETTON - con la pubblicazione del secondo e terzo capitolo del romanzetto inedito che scrissi all'età di quattordici anni ambientato nel '700 prussiano.....

L.B.

Capitolo secondo



Il duello

    Il giorno seguente  era un giorno di pioggia e per questo il giovane Einrich era triste, tuttavia lo consolò il fatto di fare nuovamente visita alla sua amata Verusca.
    Arrivato a Palazzo, venne fermato da un giovane che all'apparenza poteva avere la sua stessa età, non molto alto, imberbe, vestito con una giubba rossa con borchie in oro e dei calzoni blu e, fatto curioso per l' epoca, non portava parrucca ma aveva ben in mostra i suoi corti capelli castani. Il giovane puntò la sua pistola contro Einrich.
    - Con chi ho il piacere di parlare, messere?-, chiese Einrich stizzito.
    - Sono il barone Mark Von Grimbukow, fidanzato della duchessina Verusca Von Holstein e suo futuro sposo e non vi permetterò più di conversare con lei come avete fatto ieri, altrimenti dovrete risponderne alla mia spada!-
    Einrich, nonostante tutto non si diede per vinto e gli disse apertamente: - Caro barone, voi non potete obbligare né la duchessina a non vedermi, né tantomeno me a non poterla vedere, altrimenti mi vedrò costretto a sporcare con il vostro sangue la mia spada -
    I due rimasero alcuni istanti guardandosi fissi negli occhi, poi di colpo Einrich scese da cavallo, estrasse la spada ed iniziò a duellare con il nobile.
    Poco dopo, avvertita dalle sue amiche del duello, arrivò Verusca, la quale pregò i due di non commettere pazzie e di interrompere la tenzone. Einrich, alle parole della sua amata, rifoderò immediatamente la spada, mentre il barone ne approfittò per ferirlo alla spalla. Il giovane, privo di sensi venne soccorso da Verusca, ma l'aristocratico la prese violentemente per il braccio e la riportò nel palazzo, dicendo: - Quel romantico borghesotto non ha il diritto di vivere, lasciamolo alla sua sorte ! - e rise sguaiatamente.
    Einrich, successivamente, ripresi i sensi, saltò nuovamente in groppa al suo cavallo, ormai deciso ad uccidere Von Grimbukow e a conquistare la sua adorata Verusca.


Capitolo terzo


L' uccisore

Le tenebre erano appena calate quando Einrich rientrò a casa.

La prima cosa che fece fu togliersi la giubba, ormai sgualcita e strappata, che ripose sopra il suo enorme letto.

D’un tratto notò un foglio insanguinato attaccato con un coltello alla porta della stanza. Lo lesse e rimase sbalordito. Fu quasi sul punto di perdere la testa: si trattava di una pesante minaccia!

Caro amico, se tenete alla vita della duchessina ed alla vostra, uccidete la sua amica Alexandra, residente nella stanza accanto a quella della vostra amata

Morgan Turning, detto “l' uccisore”

Il giovane, alcuni istanti dopo, si riprese dallo stato confusionale che lo aveva colpito, impugnò la spada, scese nella scuderia e, come se le fatiche della giornata fossero state risucchiate dal vento, montò in groppa al suo cavallo e cercò di raggiungere il più velocemente possibile il maniero degli Holstein-Grimbukow.

Alcune guardie tentarono di fermarlo, ma lui non esitò ad abbatterle e ben presto penetrò nel Palazzo. Salì le scale e si precipitò nella stanza della giovane Alexandra, la quale, vedendolo, si intimorì e lo ammonì: - Messere, nessuno vi ha insegnato a bussare prima di entrare in una stanza e, per giunta, di una ragazza? -

Einrich ne rimase mortificato e rispose: - Scusate madama, ma, insieme alla duchessina, dovete lasciare al più presto la città. Ho infatti ricevuto un messaggio che diceva che avrei dovuto uccidervi e che se non l' avessi fatto, la duchessina sarebbe sicuramente morta -

La ragazza sorrise e non si preoccupò affatto dell' accaduto.

- Messere, chi volete che abbia intenzione di uccidere una giovane ed indifesa dama di Corte come me? Se volete conquistare la duchessina, cercate almeno delle scuse più credibili! -

- Vi dice nulla il nome di Morgan Turning, madama? - intervenne Einrich.

Alexandra, alle parole del giovane, svenne ed Einrich le venne in soccorso.

Pochi istanti dopo entrò nella stanza la duchessina Verusca, la quale era solita, ogni sera, dare la buona notte alla sua amica e, vedendo Einrich e l' amica svenuta, non esitò a dare un urlo così forte che il grosso della Corte era salito a vedere cosa fosse accaduto.

D' un tratto apparve dalla finestra della stanza di Alexandra, un uomo molto anziano, con il viso ricoperto di rughe, gli occhi gonfi ed il naso grosso e lungo. Indossava un abito verde chiaro, tempestato quà e là da brillanti e zaffiri di ogni forma, inoltre, portava una parrucca grigiastra che terminava con un codino legato a treccia: era Morgan Turning, il famoso "uccisore", l' autore del perfido messaggio.

Il vecchio si rivolse ad Einrich: -Tu, tu, piccolo borghesotto, invece di uccidere Alexandra la soccorri. Allora vorrà dire che ucciderò la tua adorata Verusca! - e, ridendo sguaiatamente, estrasse la pistola, scese dal davanzale della finestra, e la puntò alla tempia della duchessina, la quale era in preda ad un prossimo svenimento.

Einrich allora, con uno scatto fulmineo degno di un lupo, atterrò Morgan, gli tolse di mano la pistola e gliela puntò contro; poi gli chiese: - Chi siete? Perché volete uccidere Alexandra, messere? -

- Perché questa dolcissima fanciulla mi ha abbandonato dopo il nostro felice matrimonio, e, quanto alla prima domanda: io sono il Maggiore Morgan Turning, ex ufficiale dell' esercito inglese al servizio di Sua Maestà Re Giorgio II - rispose divertito il vecchio.

Alexandra, calmatasi, intervenne dicendo: - Non credete alle sue parole, messere, egli non è altri che un pazzo che perseguitò per anni la mia famiglia: uccise prima mio padre, poi mia madre, ed infine il mio unico fratello. Così ... senza una precisa ragione ... credo. Ed ora ... ora vuole uccidere anche me... -

Morgan l’interruppe dicendo: - Vi sbagliate Alexandra, io non uccido “senza una precisa ragione”, bensì per la più nobile delle ragioni, quella di dare un senso alla mia vita! -

Einrich gli chiese pensieroso: - Non capisco: perché volevate che la uccidessi proprio io? Perché dite di uccidere solo per dare un senso alla vostra vita? -

Turning rispose:- Dovevate ucciderla voi perché credevo che, essendo un ingenuo borghesotto innamorato della duchessina, avreste ceduto all' astuto ricatto. Alla seconda domanda posso rispondervi con le stesse parole di Alexandra: io sono pazzo, sì, è vero, ma voi tutti, non mi avrete mai! - e si gettò dalla finestra scomparendo nel nulla.

‘Una creatura dell' Inferno’, pensarono tutti.


Pubblicato il 23/10/2009 alle 7.3 nella rubrica FEUILLETTON.

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