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UN AMORE SENZA FINE romanzo a puntate by Luca Bagatin (CAPITOLO QUINTO E SESTO)

Questi quinto e sesto capitolo del settecentesco romanzetto (orripilante) che scrissi con i brufoli in volto all'età di quattordici anni (correva l'anno 1993, alla faccia del ben più postumo Elisa la Riottosa di Cinzia col Ti-Acca Torrini) sono davvero pregni di colpi di scena.
Leggeteli e commentateli con calma...magari ingozzandovi di prugne !
In attesa del loro seguito che potrete leggere lunedì 16 novembre prossimo venturo.

Luca Bagatin

Capitolo quinto



La disgrazia


    Quando la carrozza con a bordo Einrich, Verusca ed Alexandra arrivò a Weimar, era già l’alba. Il sole era lievemente coperto da una nuvola e la città si stava a poco a poco animando: la bottega del fornaio stava per essere aperta, il salone del barbiere anche e nel Palazzo del Conte, unico Signore della città, stava succedendo un gran ‘trambusto’. Egli, infatti, tutte le mattine si dilettava nello ‘strimpellare’ il suo antico violino, provocando spesso le ire dei suoi vicini.
    Einrich ordinò al cocchiere di fermarsi proprio davanti al Palazzo. Successivamente fece scendere le dame, bussò e si fece annunciare come: ‘Lo spadaccino solitario e le sue madame’.
    Il Conte li ricevette con piacere ed esclamò sorpreso: - Ein, amico mio, non ci vediamo dai tempi in cui frequentavamo la Scuola di scherma presso la Corte di Versailles! -
    - Hai perfettamente ragione Franz -, rispose il giovane e continuò - Queste due dolcissime dame sono: la duchessina di Brema Verusca Von Holstain e la sua amica Alexandra...-
    - ...Vertlag. Alexandra Vertlag, Signore -, intervenne a puntualizzare Alexandra.
    Il Conte, che era un uomo piuttosto robusto, con il viso coperto di cipria bianca che tuttavia non riusciva a nascondere le gote rossastre, indossava una giubba giallastra, dei calzoni di raso rossi ed una parrucca bianca piuttosto sobria. Immediatamente fece il baciamano alle due giovani e si presentò dicendo: - Sono il Conte Franz Ripbentropfen, al vostro servizio madame, ma voi potrete chiamarmi solo Franz, come fa da sempre il mio grande amico Ein. A proposito, caro Ein, come mai da queste parti? -
    - Franz, c’è un tale di nome Morgan Turning che mira ad uccidere tutti e tre e auspicherei che tu ci ospitassi qui nel tuo Palazzo ... per il momento ... -
    - Ein, sei il ben venuto nel mio maniero, insieme, naturalmente, alle due graziose dame -
    Intanto, in una casupola poco lontana, il Marchese Fritz Hausbrand, un figuro con le sopracciglia foltissime ed una giubba rossa e piuttosto sgualcita, aveva ricevuto il messaggio di Morgan Turning e si apprestava a ‘sguinzagliare’ alcuni suoi scagnozzi, affinchè trovassero Einrich e le due fanciulle.
    Alcune ore dopo, uno di loro riferì al Marchese di aver scorto un giovane che corrispondeva alla descrizione di Einrich aggirarsi per il palazzo del Conte Ripbentropfen e, a queste parole, Hausbrand impugnò la sua spada, montò in groppa al suo cavallo nero e, al seguito di alcuni malviventi, si diresse verso il maniero del Signore della città.
    Einrich, intanto, discuteva del più e del meno con il Conte, mentre Verusca e Alexandra osservavano divertite la curiosa collezione di monete false del nobile. D’un tratto videro il portone d’ingresso spalancarsi ed entrare il Marchese e i suoi scagnozzi con atteggiamento di sfida. Il Conte, allarmato, ordinò alle sue guardie di arrestarli ma queste vennero abbattute in pochi istanti.
    Il Marchese, spazientito, si rivolse ad Einrich e disse: - Von Breith, è giunto il momento di vedere quanto vali come spadaccino! -, e lo ferì alla faccia.
    Il giovane, adirato, sguainò la spada e i due iniziarono a duellare senza tregua.
    Verusca, venendo in aiuto ad Einrich, prese dal muro una pistola e la puntò verso Hausbrand, ma, immediatamente, venne colpita al petto da un colpo sparato da uno degli scagnozzi del Marchese e cadde morta. Einrich, vedendo la scena, non riuscì a trattenere un grido di disperazione e Hausbrand ne approfittò per ferirlo alla spalla.
    Il giovane cadde a terra e venne portato nella vecchia dimora del Marchese, insieme al Conte e ad Alexandra, dagli scagnozzi del perfido aristocratico.
    Einrich più volte urlò invano il nome della sua amata: - Verusca, non potete essere morta! Non è vero, no... -, ma venne zittito da un pugno datogli dal Marchese.




Capitolo sesto



Il salvatore


    La disperazione in Einrich cresceva sempre più e ciò non accadeva solamente a lui ma anche al Conte e ad Alexandra, la quale non riuscì a trattenere le lacrime.
    Poco dopo la porta della casa del Marchese Hausbrand si spalancò ed entrarono alcune guardie del Conte e, inaspettatamente, il figlio del Re di Prussia1 in persona, il quale era venuto a Weimar per fare visita al Conte. Il Principe ereditario disse maestosamente: - Io, Principe ereditario del Brandeburgo-Prussia, Federico Hoerzollern, vi dichiaro in arresto per aver sequestrato il Conte di Weimar e i suoi amici! -
    Il Marchese ed i suoi scagnozzi vennero quindi imprigionati nella Torre di Weimar ed in seguito sicuramente condannati ai lavori forzati in Prussia Orientale; mentre il Conte, Einrich ed Alexandra vennero liberati e ringraziarono di tutto cuore il Principe ereditario.
    - Maestà ... il mio cuore è gonfio di dolore per la morte della duchessina Verusca Von Holstein ... vigliaccamente uccisa dai malviventi che ci tenevano prigionieri ...  -, disse Einrich fra le lacrime.
    Federico gli sorrise: - Messere, quietate il vostro cuore, dovete sapere che è stata proprio quella ragazza a dirmi che eravate qui...ed eccola: Duchessina, entrate pure -. E dalla porta della vecchia casa apparve viva e vegeta la Duchessina Verusca.
    Einrich e gli altri ne rimasero sbalorditi, ma lei spiegò tutto: - Io non sono mai morta, infatti a salvarmi dal colpo di pistola è stato il bustino molto spesso del mio abito. Ho poi finto di morire e così ho potuto vedere dove vi conducevano e, in seguito, avvertire Sua Maestà il Principe ereditario, che è poi venuto a liberarvi -
    Tutti ne rimasero piacevolmente stupefatti e Einrich comprese sempre più che Verusca era la donna della sua vita.
    Successivamente il Conte invitò il Principe Federico nel suo Palazzo, ove andarono tutti a festeggiare per tutto il giorno.

Pubblicato il 8/11/2009 alle 7.14 nella rubrica FEUILLETTON.

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