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In ricordo di Bent Parodi di Belsito


Il sottoscritto, Bent Parodi di Belsito, Moreno Neri ed Aldo Chiarle
a Montefiore Conca (Rimini) il 9 novembre 2008
 

Ho appreso con profonda tristezza della morte di Bent Parodi di Belsito, giornalista, compagno Repubblicano e Grande Oratore Aggiunto del GOI, nonché ultimo discendente della nobile famiglia siciliana dei Gattopardo.
Ho avuto modo di conoscerlo fra il 9 ed il 10 novembre 2008, partecipando entrambi come relatori alla conferenza "Massoneria di Popolo o Massoneria d'Elite ?", organizzata dal Rito Simbolico Italiano del Grande Oriente d'Italia a Montefiore Conca in provincia di Rimini.
Di lui ricordo il temperamento gioviale, le sane mangiate a pranzo, cena e colazione, nonché le fumate di sigaretta che ci siamo piacevolmente fatti trovandoci ad alloggiare nel medesimo hotel, l'uno con la stanza accanto all'altro. E soprattutto ricordo con molto piacere le chiacchierate su esoterismo e massoneria e ciò che mi disse a proposito del mio cognome - Bagatin - che egli sosteneva derivasse da "Bagatto", la nota carta dei Tarocchi che rappresenta il prestigiatore che si evolverà in Mago.
Rimanemmo poi in contatto telefonicamente al punto che in questi giorni lo cercai al telefonino per gli auguri del Solstizio d'Inverno, comprensibilmente senza alcun successo.
Voglio ricordare Bent Parodi con una frase che mi disse proprio in hotel, prima della conferenza che tenemmo: "Per me lo scopo ultimo della Massoneria è quello di far diventare l'Umanità intera un'elite di persone migliori ed affratellate fra loro".
Una frase che non scorderò mai e che porterò sempre con me, come il ricordo di questo grande Maestro.

Luca Bagatin

Pubblicato il 18/12/2009 alle 0.57 nella rubrica Diario.

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