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Lara Cardella e i manifesti di Tinto Brass: ma quanto moralismo in quest'Italia bigotta !



Ve la ricordate la scrittrice Lara Cardella, quella dell'anticonformista romanzo anni '80 "Volevo i pantaloni" che si ribellava al maschilismo tipico di una società familista e sessuofobica come la nostra ?
Ecco, appunto.
Oggi la Cardella su Facebook sta facendo di tutto per mettere i bastoni fra le ruote a Tinto Brass e a tutti coloro i quali sostengono la sua altrettanto anticonformista ed antisessuofobica campagna elettorale nelle liste Bonino-Pannella in Lombardia e Veneto. Anche per mezzo di un gruppo "ad hoc" dal sapore alquanto antidemocratico: "Rimozione dei manifesti elettorali di Tinto Brass" (pare che la Cardella sia anche arrivata a far oscurare temporaneamente il gruppo su Facebook a sostegno di Tinto Brass...al quale io stesso mi sono dovuto reisicrivere, come segnalatomi dai fondatori....sic !)
Tinto Brass è "reo" - a detta della Cardella - di aver tappezzato le città del Veneto e della Lombardia con udite udite "sederi femminili" con la dicitura "Meglio un culo che una faccia da culo".
Beh ? E allora ? Dov'è lo scandalo ? Brass riecheggia così il maschilismo ?
Ma andiamo.
Pensiamo poi che a candidarlo sono proprio quei Radicali che negli anni '70 costituirono il Movimento di Liberazione della Donna - primo movimento femminista italiano (questo lo sa la Cardella ?) - criticatissimo in particolare da certa sinistra cattocomunista in quanto esaltava valori ritenuti "borghesi" come il diritto al divorzio ed alla maternità consapevole.
Emma Bonino, Adele Faccio ed altri militanti radicali si fecero giorni di galera nell'ambito della battaglia nonviolenta contro gli aborti clandestini. E' bene ricordarlo.
I provocatori e goliardici manifesti di Tinto Brass sono peraltro stati anche elogiati dal quotidiano "Il Clandestino" di oggi (27 febbraio) per merito dell'articolo dell'ottimo Federico Vespa, che sostanzialmente li definisce una genialata comunicativa.
In un'Italia ove la politica con la P maiuscola è morta da un quindicennio abbondante e ove i mass media sono pieni di nudità gratuita, morbosa, pomposa, priva di ogni verve erotica, ben venga la provocazione dei Radicali e di Tinto Brass.
E una Lara Cardella, moralista, che negli anni 2000 sembra preferire i mutandoni della nonna piuttosto che i pantaloni, davvero, non ce la saremmo mai aspettata.

Luca Bagatin

Pubblicato il 27/2/2010 alle 15.42 nella rubrica ARTICOLI.

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