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"Inseminando Zizzania": monologo surRenale by Luca Bagatin



Che cosa resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani ?
Niente, neppure una riminescenza.
A Rimini ci andai alcuni anni fa.
Odio il mare. Amo Rimini.
A Rimini si possono ammirare molte cose.
Le bellezze locali in primis.
A Rimini si può ammirare o rimirare ?
Amo le rime. Odio le rane.
Amo la rena di Rimini.
Ricordo quel dì a Montefiore Conca che, però, non è situato in zona marina.
Ricordo il Montefeltro, perché a "Montefeltro" è necessario aggiungere l'articolo.
Non ricordo a quale articolo di codice penale a giurispurdenza arrivammo a rimirare il mare.
Che cosa resta di tutto il dolore che ?
Cosa resta, ecco, appunto.
Poiché in base alle tue parole sarai giustificato in base alle tue parole sarai condannato.
Parole di condanna piovevano, che è forma decisamente più corretta di "piovvero".
Piovvero parole sulla città, che è come dire....una metafora, ecco, appunto.
Duepunti e acCapo.
Dopo il "post scriptum" non ci vogliono i duepunti. Io CE li metto da sempre.
Detesto il singolo puntino - solitario, appunto - apposto dopo la pi e la esse.
Piesseduepunti. La forma che preferisco.
E la forma è anche sostanza.
Sostanzialmente penso che abbia davvero, in questo senso, ragione Aldo Busi.
La forma è anche sostanza.
Che resta di tutto il dolore che abbiamo creduto ?
Abbiamo creduto di provare dolore.
Abbiamo. Creduto.
Creduto di obbedire, ma non di combattere.
Forse, di controbattere.
Abbiamo forse creduto di soffrire da giovani ?
E da vecchi, allora ?
Da vecchi non si soffre forse più ?
Che cosa resta ancora da approfondire di una vita che ha creduto - da giovane - di soffrire ?
Il peggio si riduce a un risolino......di stupore.
E le angoscie di un tempo ci appaiono così lontane da............
Da ritenere Rimini, il Montefeltro, quale metafora di un seminario sulla gioventù e oltre.


Pubblicato il 16/4/2010 alle 7.30 nella rubrica FATQUAK SCHOOL.

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