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Amare un libro significa leggerlo



I libri esistono per essere, essenzialmente, letti.
E' oltremodo ridicolo pensare che una casa piena di libri possa fare "l'intellettuale", oppure che un intellettuale sia tale solo perché ha letto molto.
Un libro va letto e, forse, solo dopo, eventualmente conservato.
Un libro può essere feticisticamente annusato, certo, ma se non è letto è praticamente strumento inutile e persino ingombrante.
Oggi esistono quei "cosi" elettronici che non ricordo nemmeno come si chiamano e che fungono da "libri tascabili" attraverso cui puoi "scaricare dal web" una serie di opere..... Ecco, anche quegli strumenti non sono la stessa cosa di un libro da leggere, palpare, annusare, sudare per acquistarlo, sudarci sopra se è estate e ci si accanisce nella lettura per pura passione di lasciarsi avvincere dal conoscere, dal sapere, dal vivere interiormente un'emozione.
Un libro può essere sfogliato, certo, ma se non è letto godi solo per un terzo.
Molto meglio portarlo con sé: in borsa, in valigia, in automobile, sui mezzi pubblici: aprirlo, leggervi anche poche righe, assaporarlo.....
Lasciarlo in giro, se è il caso, così qualcun altro potrà trovarlo e leggerlo a sua volta.
E poi la bellezza di consultare i libri della propria libreria: consultare e/o rinconsultare. Rileggere per rivivere le emozioni che si erano provate quando lo si era letto la prima volta. Rileggere come se fosse la prima volta, come se il nostro cervello fosse ancora vergine alla lettura.
Ecco dunque l'importanza della conservazione dei libri: ma solo dopo averli letti !
Che sciocchezza l'acquistarli solo per poi riporli meramente in anonimi scaffali. Un libro va vissuto !
Anche se regalato, va regalato con la percezione che sarà letto e non solo sfogliato e/o riposto o, peggio, gettato nella cartastraccia.
E poi che meravigliosa invenzione le biblioteche comunali: stanze ricolme di libri da leggere, scroprire, consultare e riconsultare. Luogo ove la parola scritta risuona per mezzo dei cervelli di coloro i quali lo frequentano.
E' estate e, lontano dal caos della città, sorseggiando una bibita, un buon libro è sempre pronto ad accoglierci.
E in città, o nei piccoli paesi ben amministrati, come sarebbe bello che le biblioteche fossero aperte anche in agosto.
Perché una mente attende sempre di leggere ciò che è stato scritto e che rimarrà eterno nella nostra memoria. Individuale e dunque collettiva.

Luca Bagatin

Pubblicato il 24/7/2010 alle 15.13 nella rubrica ARTICOLI.

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