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Da Mirabello Gianfranco Fini si smarca definitivamente dall'accozzaglia berlusconian-leghist-statalista



Con il discorso alla Festa Tricolore di Mirabello, gremita - sia detto per la cronaca - anche di numerose bandiere del movimento omosessuale GayLib a rappresentare il mutamento in senso libertario del movimento della nuova destra italiana, Gianfranco Fini ha tracciato definitivamente un solco fra il suo raggruppamento - Futuro e Libertà per l'Italia - e l'accozzaglia berlusconiana, definita, giustamente dall'attuale Presidente della Camera, "stalinista".
Accozzaglia berlusconiana, quella raccolta attorno a ciò che rimane del PdL, che preferisce seguire il "capo" e la conservatrice Lega Nord, ma che da oggi in poi dovrà fare i conti con un alleato più forte, ovvero con il nuovo movimento del Presidente della Camera che presto diventerà a tutti gli effetti un partito.
Fini ed i suoi hanno capito perfettamente - a differenza della Bindi e di Di Pietro che strparlano - che solo stando al governo è possibile logorare Berlusconi ed inoltre scongiurare elezioni anticipate che regalerebbero voti unicamente ai partiti estremisti e destabilizzanti: Lega Nord, Italia dei Valori, beppegrilliani in salsa neo-squadrista.
E così, Futuro e Libertà per l'Italia, rappresenterà - almeno per ora - l'area liberale e riformatrice di questo governo.
E' oltre un anno che personalmente aspettavo (scrivendone, peraltro) un momento del genere, ovvero una scomposizione del quadro politico a partire da quella che allora definivo "una spaccatura costruttiva del PdL", che potrebbe finalmente portare a disegnare un nuovo bipolarismo: da una parte i riformatori ed i liberali raccolti oggi attorno al movimento di Fini-Della Vedova-Chiara Moroni (al quale potrebbero ben presto coalizzarsi anche il nostro Partito Repubblicano, il Partito Liberale, i radicali, i socialisti sparsi, l'Api di Rutelli e l'Udc) e dall'altra i conservatori e gli statalisti, raccolti attorno all'asse Berlusconi-Tremonti-Bossi-Cicchitto. Il tutto con una marginalizzazione dalla scena politica del Pd e dell'IdV, oramai senza alcuna prospettiva di ampio respiro.
Si giunga alla fine della legislatura e si vedrà. Tempo tre anni: i finiani si organizzino con un programma di riforme liberali in economia, laiche nei diritti civili ed atlantiche in politica estera; si coalizzino con noi repubblicani guidati dall'ottimo Francesco Nucara, con i liberali di De Luca e Guzzanti, con i radicali ed i socialisti sparsi e con i centristi di Rutelli, Tabacci e Casini. Tempo tre anni e saremo una macchina elettorale e democratica pronta a concorrere per il governo del Paese in alternativa a berluscones, leghisti, giustizialisti, grilliani e cattocomunisti.
Sto correndo troppo ? Lo scrivevo anche un anno fa e però qualcuno, alla fine, questa "spaccatura costruttiva del PdL" l'ha attuata davvero.

Luca Bagatin

Pubblicato il 6/9/2010 alle 7.18 nella rubrica ARTICOLI.

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