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Dario Argento a Pordenonelegge 2010: una cerriera cinquantennale nel segno dell'horror

Dario Argento, parafrasando Nanni Moretti nel suo "Caro diario", è decisamente uno splendido settantenne.
Nessuno, infatti, vedendolo di persona presso la sala stampa della manifestazione del libro/incontro con gli autori Pordenonelegge, tenutasi appunto a Pordenone - domenica 19 settembre - avrebbe detto che il "Maestro del cinema horror" è, infatti, classe 1940 e che ha alle spalle una carriera quasi cinquantennale.
Amante della lettura e della scrittura e dal carattere introverso, ma assolutamente colloquiale, Dario Argento si dice deluso dal cinema italiano di oggi, reso mediocre dalla televisione. Una televisione che impedisce agli autori - siano essi sceneggiatori o registi - di sperimentare creativamente. Una televisione che presume, dunque, che il pubblico sia sostanzialmente stupido ed incapace di comprendere schemi e modelli che vadano oltre la banalità.
Vero è che lui stesso si è prestato ad una comparsata in una fiction per il piccolo schermo, ovvero "Tutti pazzi per amore 2", ma si è trattato di un semplice favore fatto all'amico regista, al punto che lui, quella puntata, non l'ha nemmeno voluta vedere.
All'estero, come ad esempio in Francia, Spagna o Germania, ricorda Argento, il ruolo della televisione è ben più marginale ed il cinema è decisamente più vivo.
Da amante della parola scritta, Dario Argento, ha iniziato come giornalista e sceneggliatore prima ancora che come regista. Ed è diventato regista allorquando, deluso dall'inadeguatezza del precedente regista del suo "L'uccello dalle piume di cristallo", ha deciso di sostituirlo con sè medesimo.
Il Maestro dell'Horror, per definire poi la sua naturale predisposizione per il genere trhiller o horror, ha utilizzato l'espressione: "sono prigioniero dei sanguinosi fantasmi della mia coscienza", ovvero non comprende affatto da dove e come scaturiscano i soggetti per i suoi film. Ha ironizzato semplicemente, fra un sorriso e l'altro: "Sono una persona normalissima, ma, evidentemente, il mio inconscio ha dei turbamenti".
Pur non volendo addentrarsi troppo sul presente e futuro del cinema horror, Argento ha citato i suoi registi preferiti, che sono anche suoi amici e contemporanei, ovvero Romero, Carpenter, Wes Craven e poi ha ricordato anche il grande Lucio Fulci al quale è stato molto vicino anche durante la sua malattia e con il quale ha prodotto e sceneggiato "Maschera di cera", realizzato poi dal regista Sergio Stivaletti.
Attualmente, il Nostro, sta studiando la tecnologia che permette di realizzare film in tre dimensioni e conta, in un prossimo futuro, di realizzare un film completamente in 3D.
Prima di concludere, ha colto l'occasione per dire che in Italia "c'è stata una precisa volontà politica di affossare il cinema e la cultura, come sta avvendendo oggi con la scuola pubblica".
E se lo dice lui che ha cinquant'anni di carriera alle spalle, c'è davvero, tristemente, da crederci.
Il vero orrore, forse, è proprio questo.

Luca Bagatin

Pubblicato il 21/9/2010 alle 7.32 nella rubrica ARTICOLI.

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