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"Nel buio della (mia) mente" racconto horror by Luca Bagatin



Era bassa, molto bassa, vecchia, con un naso sporporzionato rispetto al suo viso. Il mento sporgente, gli occhi chiari rabbiosi, i capelli crespi e grigi.
La incontravo ogni notte nei miei sogni: la Strega dal Manto Rosso.
Non so perché si chiamasse così, in quanto nei miei sogni appariva sempre vestita di nero e bianco. Metà del suo abito era nero e l'altra metà bianco.
M fissava sempre, ogni volta che ci trovavamo sull'atrio della sua casa: un'antica villa in disuso. O apparentemente in disuso.
Sapevo che il suo nome era "la Strega dal Manto Rosso". Lo percepivo dentro la mia mente, anche se lei non proferiva mai parola.
Si limitava a fissarmi e a ghignare. Cercavo di sostenere il suo sguardo, ma ogni volta non vi riuscivo: mi osservava in un misto di odio e terrore.
Allora avevo solo sei anni ed ero soggetto a violente crisi epilettiche che mi facevano spesso perdere conoscenza durante il giorno.
Crescendo, l'isolamento al quale ero costretto dai medici a causa della mia malattia, mi risultò sempre più insopportabile.
Fu allora che i miei incubi si popolarono di una nuova "creatura": la Donna Alta.
Era spaventosa nei suoi quasi tre metri di altezza e nella sua magrezza spettrale che mi permetteva di vederle le ossa, le costole, un seno appena abbozzato e cadente, con due capezzoli avvizziti e bianchissimi.
I lunghi capelli biondi e grigi, gli occhi impercettibili e trasparenti.
Cantava una dolcissima melodia. Ne avevo paura.
Una notte la Donna Alta e la Strega dal Manto Rosso mi apparvero, nel medesimo sogno.
Volevano strangolarmi.
Solo allora mi accorsi di possedere dei poteri psichici che mi permettevano, durante il sogno, di tenerle lontane, riuscendo a scaraventarle contro invisibili pareti nere. O quantomeno così apparivano al mio occhio.
Mi svegliai in preda al panico e dalla mia bocca uscirono copiosi fiotti di sangue che sporcarono il cuscino e le bianche lenzuola del mio letto.
Non riuscivo a proferire parola. I miei muscoli erano paralizzati.
La Strega dal Manto Rosso era lì con me: era mia madre.
Mi guardava dall'alto.
Lì, accanto a lei, la Donna Alta: era mio padre.
Abbozzarono un sorriso.
Poi scoppiarono a piangere: il mio letto si era trasformato nella mia tomba, con tanto di lapide.
La vista mi si annebbiò.
Dissolvenza in nero.
Nero.
Scrivo dal buio, con il solo ausilio della mia mente.
Pur consapevole che non c'è nessuno che mi possa sentire.


Pubblicato il 23/10/2010 alle 7.4 nella rubrica RACCONTI DELL'ORRORE.

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