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Abbasso la Rivoluzione francese ! Viva quella Americana, democratica e liberale !

A sinistra: una delle decapitazioni durante il regime del Terrore conseguente alla Rivuluzione francese. A destra: George Washington fonda i democratici Stati Uniti d'America

Recentemente mi sono trovato a discutere di Rivoluzione francese, come sempre, criticandone i fondamenti (e ricordando la lezione di Giuseppe Mazzini in merito).
Ho sempre ritenuto, infatti, che raramente le rivoluzioni politiche - tutte profondamente sanguinarie e fondate su principi di supremazia di una classe su un'altra - siano e siano state foriere di emanzipazione individuale e, dunque, sociale.
Raramente salvo quella Americana del 1775, allorquando i coloni americani si ribellarono alla tirannia britannica e pretesero non già una improbabile "eguaglianza sociale", bensì un'"eguaglianza individuale" basata sul sacrosanto principio ad essere rappresentati nelle istituzioni e, dunque, nel poter concorrere democraticamente alla gestione del governo statuale.
La Rivoluzione francese, pur ispirata a principi illuministici e massonici (quelli del conte di Cagliostro) di libertà, eguaglianza e fratellanza, si rivelò ben presto per ciò che era: un bagno di sangue fondato sulla lotta fra classi, senza alcuna possibilità di dialogo interclassista e senza delle guide politiche veramente illuminate capaci di fondare uno Stato autenticamente democratico e liberale come invece avvenne nei neonati Stati Uniti d'America.
Robespierre impose, infatti, ben presto, il Terrore e fece ghigliottinare persino i suoi compagni pur di mantenere saldo il potere. Il che non è poi diverso da ciò che fece, oltre un secolo dopo, Stalin nell'Unione Sovietica con i suoi oppositori politici interni.
Il tutto con la conseguenza che, ben presto, la Francia tornò ad essere una monarchia assoluta con Napoleone I e successivamente con l'altro despota, Napoleone III, e si dovrà attendere il 1871 perché essa si tramuti, finalmente, in autentica Repubblica parlamentare e democratica.
E per ciò che, personalmente, mi rifiuto di annoverare la Rivoluzione francese fra i grandi avvenimenti storici di libertà ed emancipazione.
Preferisco ricordarla come monito contro certo estremismo intriso di apparenti "buoni sentimenti", ma, in realtà, contenente i germi dell'autoritarismo e della bramosia di potere.

Luca Bagatin

Pubblicato il 16/1/2011 alle 7.7 nella rubrica ARTICOLI.

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