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Giuseppe Mazzini, il Partito Repubblicano Italiano e la Massoneria


Mi sono recentemente imbattuto in un dibattito sul web alimentato dall'amico repubblicano Enzo Baccioli relativamente al rapporto fra Giuseppe Mazzini, il Partito Repubblicano Italiano e la Massoneria.
L'amico Enzo ha da subito voluto evidenziare la non appartenenza del Mazzini alla Massoneria la quale, a parere di Enzo, è un'Associazione "etico-morale" incompatibile con l'appartenenza ad un partito politico.
Ho fatto notare all'amico Baccioli che, innanzitutto, la Massoneria è un'Istituzione adogmatica ed apolitica a carattere non già "etico-morale" (termini che si addicono piuttosto a regimi totalitari), bensì spirituale.
In seconda battuta, a proposito del Mazzini massone, le opinioni degli storici sono tutt'ora discordi, visto che non vi sono concrete prove nè della sua appartenenza alla Libera Muratoria, nè della sua non appartenenza. Ci sono, infatti, autorevoli studiosi che sostengono che Giuseppe Mazzini fu iniziato "sulla spada" (ovvero senza alcun rituale massonico) nella fortezza di Priamar, a Savona, dal massone Passano.
Ciò che è purtuttavia certo è che Mazzini, massone o meno, era dotato di una profonda sensibilità spirituale intrisa di cristianesimo gnostico, la quale giunse persino ad influenzare le teorie spirituali di Helena Petrovna Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica, che il Mazzini conobbe a Londra e con la quale collaborò al punto che la Blavatsky partecipò attivamente alla battaglia di Mentana fra le truppe garibaldine (e fu iniziata alla Libera Muratoria dallo stesso Generale Giuseppe Garibaldi, il quale risultò profondamente affascinato dalle teorie teosofiche relative alla reincarnazione).
Giuseppe Mazzini, certo, pur condividendone le finalità spirituali, non simpatizzò mai troppo per la Massoneria, ma ciò unicamente in quanto la considerava troppo elitaria. Il Mazzini, infatti, anelava ad una Massoneria di Popolo, aperta alle giovani menti ed alla società nel suo complesso, che si occupasse di diffondere ed infondere negli individui il messaggio Universale di Pace, Amore e Fratellanza senza distinzione alcuna.
L'amico repubblicano Enzo Baccioli, nel suo articolo sul web, poi, sostiene che il Mazzini carbonaro si discostò dalla Carboneria (che è una derivazione della Massoneria che, a differenza di questa, si rifà al simbolismo dei boschi) in quanto la considerava "una specie di P2 della Massoneria". Nulla di più errato e ciò per due essenziali motivi: la Loggia Propaganda fu fondata diversi anni dopo la morte del Mazzini, ovvero nel 1877 e proprio dal mazziniano Giuseppe Mazzoni. Inoltre vi è da dire che il giudizio storico e politico relativo alla Loggia P2 (Loggia regolare del Grande Oriente d'Italia, tutt'altro che segreta) non è ancora concorde e definitivo.
Altri aspetti che non ho condiviso del discorso di Baccioli sono quelli relativi alla "strumentalizzazione del mazzinianesimo e del PRI da parte della Massoneria". Nessuna strumentalizzazione nè vi fu nè vi sarebbe potuta essere in quanto la Massoneria non si occupa affatto di politica e ciò proprio per evitare divisioni profane al suo interno e garantire piena serenità d'animo ai suoi affiliati nelle cosiddette Tornate di Loggia.
Vero è però che nel PRI vi erano e vi sono tutt'ora numerosi massoni e trovo oltremodo assurdo il discorso di Enzo Baccioli relativo all'incompatibilità di appartenenza dei massoni ad un partito politico.
Iniziamo con il dire che, solo i regimi ed i partiti totalitari (nazista, fascista, comunista, socialista quando era di ortodossia marxista) impedirono ai propri affiliati di appartenere alla Massoneria. E ciò per un preciso motivo, ovvero in quanto questa era foriera non solo di libertà individuale, ma persino di libertà spirituale e di pensiero. La Massoneria ed i massoni, infatti, furono e sono perseguitati in ogni regime dittatoriale del mondo, sia esso di destra o di sinistra.
La Massoneria, in questo senso, è infinitamente superiore ad ogni partito politico e racchiude in essa l'essenza di tutte le Tradizioni e Scuole di Pensiero d'Occidente ed Oriente.
Persino il Tricolore della bandiera italiana, tanto amato da Giuseppe Mazzini e decretato nel 1797 a Reggio Emilia, fu coniato dal massone conte di Cagliostro e la prima bandiera tricolore recava, e non a caso, i simboli massonici di Squadra e Compasso.
I concetti mazziniani di "Dio e Popolo", poi, sono concetti profondamente massonici e non esiterei a definirli cagliostriani.
Mazzini fu, infatti, come ho spiegato all'inizio dell'articolo, un Grande Iniziato indipendentemente da fatto che fosse massone o meno. Egli aveva già di per sè interiorizzato i principi delle grandi Tradizioni iniziatiche ed esoteriche e ciò è e fu alla base del suo pensiero umanitario e politico di emancipazione individuale e sociale.
La Massoneria non discute nè di politica nè di religione, lo ribadiamo, semplicemente per evitare divisioni fra Fratelli. Essa le trascende per mezzo di rituali che sono utili al perfezionamento individuale in questo mondo materiale.
In Loggia si è uomini e donne affratellati. Nel mondo profano si fa quel che si ritiene giusto fare. Bene però sarebbe ricordare di avere “un piede in terra ed uno in cielo”.
La fedeltà cieca ad un partito o ad un'ideologia politica (e dunque profana), invece, equivale alla schiavitù della propria mente e della propria coscienza.
La fedeltà ad un principio sia esso morale e/o spirituale, se compreso ed interiorizzato, è utile ad una vita retta.
E' con ciò e per ciò che ritengo la Massoneria l'unica grande Istituzione umanitaria in grado di perpetrarsi nei secoli a venire e di evolversi all'unisono con il sentire dei singoli affiliati.
Oltrettutto è l'unica organizzazione universale in grado di far dialogare pacificamente ed amorevolmente persone diversissime fra loro per cultura, educazione, fede religiosa, orientamento sessuale, ceto sociale, credo politico.

Luca Bagatin

Pubblicato il 12/1/2011 alle 7.9 nella rubrica ARTICOLI.

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