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Bettino Craxi: uno statista



Bettino Craxi fu colui il quale riuscì nella difficile impresa di rinnovare e democratizzare il Socialismo italiano, trasformando un piccolo partito filo-marxista in un moderno partito liberalsocialista: oltre la destra e la sinistra classiche.
Bettino Craxi, erede politico ed estimatore degli ideali risorgimentali e di emancipazione di Garibaldi e Mazzini, intuì che, per governare, occorreva sì scendere "a patti con "il diavolo", ovvero con la Democrazia Cristiana, ma in chiave autonomista e spesso conflittuale con essa.
Egli seppe rompere il patto di ferro che si stava preparando fra comunisti e democristiani negli anni '70, proponendo all'Italia un'alternativa di sinistra liberale alla conservazione.
Ebbe l'intuizione, sull'onda degli ideali del liberale Edgardo Sogno e del repubblicano Randolfo Pacciardi, di una Grande Riforma dello Stato, capace di modernizzare e sburocratizzare l'Italia. Propose il Presidenzialismo e la riforma della giustizia in senso garantista e per ciò ricevette l'opposizione dura di comunisti, democristiani, postfascisti e Poteri Forti.
La sua morte politica, nel 1993, coincise con la morte della democrazia in Italia.
La sua morte fisica, il 19 gennaio del 2000, avvenuta in esilio ad Hammamet, ci ricorda che solo gli uomini liberi hanno il coraggio delle proprie idee sino in fondo.

Luca Bagatin

Pubblicato il 19/1/2011 alle 7.14 nella rubrica ARTICOLI.

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