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16 febbraio 1907: la morte di un Vate



Il 16 febbraio 1907 morì il Vate del Risorgimento italiano, ovvero Giosue (senza l'accento finale, mi raccomando !) Carducci, di cui è uscita, in occasione del suo Centenario nel 2007, un'approfondita biografia dello storico Aldo A. Mola edita da Bompiani: "Giosue Carducci: scrittore, politico, massone", che sto peraltro leggendo in questo periodo, con il proposito di recensirla quanto prima.
Personalmente, ammiro moltissimo il Carducci, non solo in quanto la sua celebre poesia "San Martino" fu l'unica che ebbi facilità ad imparare ai tempi della scuola elementare, quanto piuttosto per i versi dell'"Inno a Satana", componimento scritto dal Poeta in una notte e assai poco conosciuto (a causa di una certa cultura clericale onnipresente quando c'è da mistificare la Bellezza e la Verità dell'umana espressione che attinge da un cuore puro e sincero). Ricordiamo qui: "Via l'aspersorio/prete, e il tuo metro! No, prete, Satana/Non torna in dietro!" ove il suo Satana è in realtà, come ci ricorda lo stesso Prof. Mola: "il Dio della libertà che sconfigge il Geova dei sacerdoti, ossia il clericalismo bigotto, invadente negli affari di Stato e ostacolo al progresso sociale."
Giosue Carducci fu peraltro membro della prestigiosa Loggia Propaganda Massonica che, successivamente, diventerà P2 e, come ricorda il Mola, oltre che lo scrittore Pier Carpi, essa fu tutt'altro che una loggia segreta ed oscura, ma semplicemente una Loggia "coperta", ovvero che accoglieva al suo interno membri si spicco della cultura, del giornalismo e della politica italiana, che non volevano far conoscere all'esterno la loro appartenenza alla Libera Muratoria.

Luca Bagatin

Pubblicato il 16/2/2011 alle 7.36 nella rubrica Diario.

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