Blog: http://lucabagatin.ilcannocchiale.it

Il conte di Saint-Germain "svelato" da Paul Chacornac



Paul Chacornac (1884 - 1964) fu l'editore della celebre rivista di studi esoterici "Etudes Traditionnelles", nella quale collaborò anche il celebre scrittore e studioso di simbolismo esoterico e massonico René Guénon.
Chacornac si occupò, nel corso della sua vita, di astrologia ed alchimia sotto il profilo tradizionale, dedicando numerose pubblicazioni a tali tematiche.
Fra queste è purtuttavia presente una singolare biografia, "Il conte di Saint-Germain", ripubblicata negli ultimi anni in Italia dalle prestigiose Edizioni Mediterranee.
Tale biografia tende a sgomberare il campo da tutte quelle leggende metafisiche che hanno accompagnato la storia del conte di Saint-Germain e che lo hanno voluto, di volta in volta: alchimista senza tempo, massone, Maestro dei Teosofi, esponente degli Illuminati di Baviera e dei Rosacroce.
La biografia di Chacornat è dunque la più completa e minuziosa opera dedicata a questo leggendario personaggio che, più che altro, secondo gli studi dell'autore, pare fosse un erudito avventuriero di nobilissima origine spagnola che, nel corso della sua vita, utilizzò vari nomi fra cui l'appellativo di "conte di Saint-Germain" (ovvero il Santo Fratello).
Erudito avventuriero che frequenterà le grandi corti europee del XVIII secolo, talvolta amato e talvolta odiati dai nobili e dagli intellettuali dell'epoca.
Di lui ci ha parlato ad esempio Giacomo Casanova nelle sue "Memorie", in senso totalmente denigratorio, quasi che il Saint-Germain fosse un "mago truffaldino". Per quanto si sa bene che - con tutto il rispetto per il celebre autore - le "Memorie" di Casanova non erano altro che uno zibaldone romanzato, ove l'autore amava punzecchiare e mettere in ridicolo i suoi vecchi nemici.
Il filosofo Voltaire narra al re di Prussia Federico II del conte di Saint-Germain come di un “essere immortale”, ma, probabilmente e secondo la biografia di Chacornac, lo fa in senso metaforico, vista l'ampia cultura ed i modi profondamente cortesi del conte.
Secondo i teosofi Madame Blavatsky ed Annie Besant, il conte di Saint-Germain sarebbe un "adepto", un "iniziato", un "agente della Gran Loggia Bianca" venuto su questa terra per scongiurare il materialismo ed i pericoli della Rivoluzione Francese, pur senza successo.
Chi può mai dirlo ?
Quel che è certo è che tale figura di nobile settecentesco, di cui possediamo un unico ritratto donato dal conte stesso alla marchesa d'Urfé nel 1760 e giunto sino a noi, continua ad affascinare nei secoli.
E l'ottimo studioso Paul Chacornac ha tentato di ricostruirne la storia e le gesta, spogliandolo dalle leggende che lo hanno circondato e lo circondano ed analizzando la sua figura sotto un profilo simbolico-tradizionale alla luce degli insegnamenti di René Guénon.

Luca Bagatin

Pubblicato il 24/2/2011 alle 7.20 nella rubrica SPIRITUALITA' - GNOSI - TEOSOFIA.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web