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"L'Unità d'Italia vista da un olandese": articolo di Peter Boom

L'UNITA' D'ITALIA VISTA DA UN OLANDESE

di Peter Boom

 

Quanto entusiasmo riscosse in noi ragazzini olandesi quando la maestra alle elementari ci raccontò le eroiche gesta di Garibaldi che con soli mille uomini rivoluzionò la storia d'Italia. A noi sembrava uno straordinario ed incredibile miracolo. L'Olanda ha più o meno la stessa superficie della Sicilia e l'Italia con la sua grande storia, l'antica Roma, il rinascimento, l'arte, il Vaticano, tutto in quello stivale lunghissimo trasformato in poco tempo da questi Mille che disponevano solo di qualche imbarcazione e cavalli, ma evidentemente armati, più che dalle poche e povere armi di allora, di grande determinazione, coraggio ed uno spirito che già allora alludeva idealmente ad una futura Europa Unita che poté nascere dopo diverse e tragiche vicissitudini circa cento anni dopo.

Noi avevamo dovuto combattere una guerra contro l'inquisizione spagnola (re Filippo II) dal 1568 al 1648, ben ottanta anni, per liberarci dallo opprimente giogo e diventare uno stato autonomo.

Non è per caso che nel nostro sangue scorre una buona dose di testardaggine forse ancora più determinata dalla nostra eterna lotta contro le acque.

L'unione fa la forza e garantisce proprio con la pluralità, le differenze culturali, etniche e anche logistiche, una maggiore democrazia. Questo lo abbiamo potuto constatare anche in altre nazioni come per esempio gli Stati Uniti d'America, la piccola Svizzera nella quale convivono pacificamente e con grande stabilità le popolazioni di lingua tedesca, italiana e francese.

Dopo la seconda guerra mondiale nasce l'Europa Unita, con la Francia, la Germania, il Belgio, l'Olanda, il Lussemburgo e naturalmente l'Italia, sei paesi con quattro lingue principali diverse, che dopo il 1945 non ha più conosciuto guerre interne e che costantemente si sta ampliando.

Non è solo un'unificazione dei mercati, ma anche un'importante realizzazione volta al benessere e la felicità delle genti attraverso il rispetto di diritti umani e civili. I problemi certamente non mancano ma col tempo, la buona volontà e senza violenza questi si risolvono.

L'Unità d'Italia ha significato un importante passo in questa direzione malgrado le critiche della Lega Nord, un partito di una mentalità poco lungimirante, spesso razzista e con tendenza alla emarginazione. Gente che vuole sentirsi superiore a chi abita più a sud dove, è vero, l'organizzazione statale ha sempre lasciata molto a desiderare. La cultura, la bellezza, le risorse umane, le risorse energetiche e la vicinanza con le aree mediterranee, il Medio Oriente, negli anni a venire saranno decisive per una rinascita con grande vantaggio per l'Europa tutta.

A proposito del razzismo vorrei dire che non bisogna mai discriminare nessuno, neanche i popoli più primitivi dell'Africa o della Papuasia. Le differenze tra noi esseri umani dipendono soltanto dalle diverse condizioni ambientali, dalle diverse culture, dalla storia. Attraverso lo strumento dei diritti umani dobbiamo darci una mano per superare il pensiero che vuole dividere ed escludere.

Per tornare all'Italia ritengo che la realizzazione della sua unità sia nata da una lotta tra titani, cioè tra quelli che traggono le loro azioni dal pensiero fisso, dogmatico, che personalmente chiamerei “non pensiero”, e coloro che si ispirano al “pensiero libero”, da un eroe come Garibaldi che era anche il Gran Maestro della Massoneria.

I cambiamenti importanti vengono sempre iniziati da poche, talvolta pochissime persone, che disinteressatamente mettono a disposizione di tutti le loro idee e le loro energie.

I veri liberi pensatori la pensano in modo diverso anche fra loro e difficilmente si coalizzano in grandi o potenti organizzazioni, bensì ispirano con le loro idee, con i loro diversi liberi pensieri anche le grandi masse che in Italia si organizzarono nella Carboneria.

Gli eventi storici che si stanno susseguendo con grande rapidità sul nostro globo oramai “globalizzato” dovranno portarci non solo ad una maggiore unificazione europea ma ad un mondo più solidale che, nel rispetto dei diritti umani e civili, del benessere e la felicità, dovrà diventare un “Mondo Unito”.

Peter Boom

Pubblicato il 12/3/2011 alle 7.10 nella rubrica TEORIA DELLA PANSESSUALITA' by PETER BOOM.

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