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La morte ha le tette. Ma non è questo il punto, semmai è la virgola.



Il tempo passa e se ne va.
Il problema è che ci rifiutiamo di rendercene conto, oppure, sono io che rifiuto di rendermene conto.
Ne sono consapevole, certo, ma la tristezza che mi porto nel cuore sin da bambino nasce propriò lì.
No, non ho paura di diventare vecchio.
Mi intristisce e, sì, ho paura, di vedere diventare vecchi gli altri, di vederli morire. Mi intristisce la chiusura dei rapporti, la morte dei rapporti, l'inaridimento di questa vita arida che ci illudiamo di vivere.
Anche la morte di Lui è arrivata qualche giorno fa. E chi se l'aspettava.
Ma, infondo, aveva 85 anni. Ma non è questo che conta. Non è questo il punto.
Molte persone a cui ho voluto bene moriranno. Molti rapporti moriranno. E, quando morirò io, sarò consapevole di morire ?
Qui, in questo mondo di merda, ci scanniamo gli uni contro gli altri perché siamo dei cerebrolesi. Ma non ce ne rendiamo conto.
Io frequento poche persone, proprio perché non voglio affezionarmi a nessuno, perché mi sono già affezionato molto a quelle poche persone e, sì, anche loro scompariranno.
Poco importa se credo nella reincarnazione e se ho compreso il rituale del Primo Grado della Libera Muratoria: non le rivedrò più.
E mi rendo conto che tutto ciò, tutte queste riflessioni, sono causa del mio mal.
Ed infatti, piango me stesso.

Baglu
Libero Marinaio dell'Inferno Virtuale


Pubblicato il 29/4/2011 alle 7.8 nella rubrica MEDITAZIONI FOLLI.

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