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Motivazioni e riflessioni relative alla mia candidatura alle elezioni amministrative di Pordenone


Vorrei affidare a "La Voce Repubblicana" ed al mio blog (www.lucabagatin.ilcannocchiale.it) le motivazioni che mi hanno portato ad accettare la candidatura come Repubblicano alle elezioni comunali di Pordenone.
Innanzitutto diciamo che non ho alcuna velleità di elezione.
Ho iniziato a fare politica giovanissimo, neanche maggiorenne, nell'area laica, liberale e libertaria, ma, da diversi anni, sono deluso dalla politica d'oggi al punto che non vado più nemmeno a votare. E lo affermo anche con una punta di orgoglio.
In questi ultimi anni mi sono occupato d'altro, specie sotto il profilo professionale, ovvero di cultura, studi massonici ed esoterici e di Storia risorgimentale, collaborando, fra l'altro, a riviste specializzate e scientifiche.
Continuerò ovviamente a farlo negli anni a venire, poichè ciò mi ha dato e continua a darmi maggiore soddisfazione rispetto ad un'attività politica ormai ridotta a mediaticità, senza alcuno spazio di discussione ed approfondimento utile ad intavolare un discorso che possa coinvolgere le singole intelligenze.
Se ho accettato di candidarmi a queste elezioni l'ho fatto unicamente per tali seguenti motivazioni, ovvero: per veicolare e diffondere le idee del Partito Repubblicano Italiano, partito storico di lunga tradizione liberale; per onorare il ventennale della morte di Randolfo Pacciardi, il più grande, a parer mio, fra i Repubblicani; perché non potevamo non essere presenti - anche a Pordenone - nel 150enario dell'Unità d'Italia; perché mi sono sempre occupato di diritti civili, di ambiente e di libertà individuali e non potevo venir meno alla mia storia politica; perché gli amici Repubblicani di Pordenone hanno così simpaticamente insistito che non potevo rifiutare; perché è tornato nel PRI Alessandro Cecchi Paone, che ho sempre stimato moltissimo, giudicandolo uno fra i più grandi giornalisti e studiosi del nostro tempo; perché, anche se non ho alcuna possibilità di elezione, sono un utopista che, se eletto, romperei le uova nel paniere agli assetati di Potere ed ai soliti ipocriti della politica.
Mi sono candidato come Repubblicano in una lista civica - Il Ponte - che candida Gianni Zanolin. L'ho fatto perché si candida al di fuori e contro i due grandi calderoni politici e, qualora non andasse al ballottaggio, sarò il primo a dire (anche attirandomi eventuali critiche interne e/o esterne) che, al secondo turno, non dobbiamo nè venderci nè svenderci al miglior offerente: dobbiamo andare all'opposizione per batterci per il programma con il quale, autonomamente, ci siamo presentati.
In politica, infatti, non penso sia mai stato onorevole scendere a patti con il Diavolo (o rosso o blu).
Non penso di essere pessimista, bensì realista, quando affermo che la politica d'oggi non sarà riformabile in tempi brevi. Che per farlo occorrerebbero persone e forze politiche più liberali che democratiche e che dovrebbero avere il piglio di Randolfo Pacciardi ed Edgardo Sogno.
L'ipocrisia regna sovrana; l'indistinzione ed il vuoto la fanno da padroni ed i partiti d'oggi - che nulla hanno della tradizione dei partiti storici - sarebbe corretto chiamarli con il loro nome: "comitati d'affari", “combriccole eversive”.
E' con questo spirito che mi appresto a lanciarmi nel calderone delle elezioni amministrative. Dicendo le cose come stanno, con franchezza, ed auspicando che sempre maggiori candidati e persone comprendano che, per mutare il sistema politico attuale, non occorrono grandi rivoluzioni, bensì maggior onestà intellettuale e volontà di ragionare con la propria testa.

Luca Bagatin

Pubblicato il 7/5/2011 alle 7.53 nella rubrica ARTICOLI.

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