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Gli "Annali" della Gran Loggia d'Italia degli ALAM


Da alcune settimana ho per le mani un volumone che consta di oltre 600 pagine.
Sto parlando degli "Annali" della Gran Loggia d'Italia degli ALAM, editi da Giuseppe Laterza e curati dal Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Luigi Pruneti e dallo storico della Massoneria Aldo A. Mola.
E' un libro che mancava nel panorama libero muratorio, per quanto esso sia un volume più utile allo storico che al massone.
Gli "Annali" sono infatti, se escludiamo la ottima prefazione del prof. Mola, una vera e propria cronistoria non tanto e non solo della Gran Loggia d'Italia (che ha avuto, fra i suoi affiliati, personalità del calibro di Gabriele D'Annunzio, Totò, Enrico Fermi, Aldo Fabrizi, Hugo Pratt), quanto piuttosto delle vicende che hanno visto protagonista la Massoneria italiana dal 1908 al 2010.
La Gran Loggia d'Italia, ad ogni modo, è sicuramente maggiormente approfondita.
Dalle sue origini nel 1908 con il pastore protestante Saverio Fera, che compì la scissione dal Grande Oriente d'Italia in nome della libertà religiosa dei suoi affiliati ed in nome della lotta alla deriva ateistica dell'allora Gran Maestro del GOI Ettore Ferrari; passando per il discusso e discutibile Raoul Palermi, il Sovrano Gran Commendatore che purtroppo fiancheggiò il fascismo, nonostante il regime condannasse i massoni e bruciasse le Logge; sino alla rinascita della Gran Loggia d'Italia con il Generale Giovanni Ghinazzi che diede nuova linfa culturale ed esoterica a tale Obbedienza, iniziando anche le donne. E per finire la storia e le iniziative della Gran Loggia d'Italia oggi, rigorosamente di Rito Scozzese Antico ed Accettato, guidata da Luigi Pruneti, scrittore e storico.
All'interno del volume possiamo trovare anche l'elenco delle Logge oggi attive in Italia, con tanto di foto dei bellissimi e decoratissimi Templi.
E' un volume molto curato sotto il profilo della rilegatura e dei fregi di copertina. Spiace solo che, purtroppo, sia scarsamente diffuso e poco reperibile nelle librerie.
Meriterebbe infatti di essere quantomeno presente nelle maggiori biblioteche italiane e regalato ai maggiori storici e giornalisti del nostro Paese.
Magari eviterebbero più spesso di scrivere strafalcioni e profonde imprecisioni relativamente alla Libera Muratoria.

Luca Bagatin

Pubblicato il 9/5/2011 alle 7.8 nella rubrica ARTICOLI.

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