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Il Viaggio Iniziatico - ovvero - I 33 Gradi della Saggezza

Il 33, nella Tradizione esoterica, è il numero sacro per antonomasia.
33 è, ad esempio, il numero delle vetrebre che sostengono il corpo umano ed è il numero che, convenzionalmente, è stato scelto per indicare l'età della morte di Gesù detto Il Cristo.
Ma è anche il numero del Salmo che ci rivela che Dio è Tutto in Tutti.
Inoltre assume un numero illimitato di significati spirituali che non sto qui ad elencare (e che comunque può essere ritrovato in numerose pubblicazioni a tema).
33 sono i gradi del Rito Scozzese Antico ed Accettato della Tradizione libero muratoria e, significativamente, lo scrittore francese Christian Jacq ha dedicato ad esso un agile volume edito recentemente in Italia per le Edizioni L'Età dell'Acquario: "Il Viaggio Iniziatico ovvero I 33 Gradi della Saggezza".
Ne "Il Viaggio Iniziativo", Jacq, racconta il suo incontro con un Maestro spirituale - Pierre Deloeuvre (Pietro Dell'Opera...guarda caso) - presso la Cattedrale di Metz.
Qui, il Maestro, introduce lo scrittore nel simbolismo della cattedrale e glielo esplica, passo per passo.
Dal primo al settimo grado troviamo infatti la Regina seduta su un trono che respinge un servitore, ovvero il servo fellone che la tradisce. Il servo è colui il quale respinge l'Iniziazione spirituale e, così facendo, si perde completamente.
Il primo ostacolo all'Iniziazione - come spiega Deloeuvre - è infatti l'infedeltà.
Il secondo ostacolo è il suicidio, ovvero il respingimento della vita, l'accettazione di una volontà negativa.
La vita dell'Iniziato, dunque, non và subita, ma affrontata con tutti i suoi irti ostacoli e senza avarizia alcuna.
Altro simbolo che i Nostri trovano nella Cattedrale è l'Albero secco, che rappresenta l'inizio del viaggio esoterico. Da un Albero secco, inteso sotto il profilo spirituale, possono germogliare infatti i frutti utili alla presa di coscienza dell'Iniziato.
Sarà poi il simbolo dell'Aquila a mostrare la luce interiore al postulante, che è anche simbolo dell'Apostolo Giovanni, il prediletto da Cristo.
Pierre Deloeuvre, mostra poi a Jacq il simbolo del Toro e gli ricorda che è durante l'Era del Toro che prosperarono le grandi civiltà apparse sulla terra: Egizia, Babilonese, Vedica, Cinese.
Sarà così che l'aspirante Iniziato potrà dialogare con i personaggi delle Maschere, ovvero la dualità presente nel mondo terreno al fine poi di poter lottare contro il Drago che protegge tesori nascosti, sgomina i codardi e può essere domato solo dai giusti.
Una volta superato l'ostacolo del Drago ecco presentarsi alla vista dei Nostri amici, il bassorilievo del Delfino, ovvero del re dei pesci, il quale conduce l'aspirante Iniziato alla purificazione per mezzo delle acque dell'Oceano primordiale.
Al quattordicesimo gradino troviamo ad attenderli la Colomba, portatrice della sostanza divina in quanto essa stessa aspetto femminile del Creatore, secondo gli gnostici. La Colomba propone dunque al postulante una dura prova: uscire dall'oceano dei pensieri pur senza perderli di vista.
Giunti a questo punto si è quasi alla metà del cammino. Ove Deloeuvre mostra a Jacq il simbolo dell'Elefante, la cui intelligenza ricettiva è una sorta di battesimo per l'aspirante Iniziato.
Il Serpente, invece, lungi dall'essere l'incarnazione del simbolo del male, rappresenta l'intelligenza attiva, ovvero la volontà del singolo di "riunire ciò che è sparso", conoscere senza pregiudizio alcuno.
Ma ecco attenderli la Spada, ovvero il gladio che rappresenza la giustizia, ovvero il "raggio di luce" indispensabile al Cavaliere per proseguire il suo cammino.
Al diciottesimo grado, i Nostri, incontreranno il tempio della Luna, la quale è simbolo legato al dio Thot degli Antichi Egizi. La Luna ha dunque il significato di giuramento per l'aspirante Iniziato.
Dalla Luna egli passerà successivamente al Sole, il punto più critico, ovvero il passaggio da una condizione ad un'altra.
E qui si chiude il ciclo del cosiddetti Piccoli Misteri.
Da qui in avanti, Pierre Deloeuvre mostrerà a Christian Jacq il cammino del Grandi Misteri, ovvero quelli che vanno dal ventesimo al trentatreesimo grado.
Qui, oltre al Sole, troviamo il simbolo della Temperanza, la quale permette al postulante di superare la dualità Luna-Sole, ovvero notte e giorno.
Ma eccoli giunti di fronte al simbolo dell'Uomo bendato, il quale contempla il suo mondo interiore, alla ricerca della Divinità, insita entro sè stesso ed in ogni essere. Bendato, peraltro, è anche l'aspirante massone prima di ricevere la completa Iniziazione, ovvero il battesimo della Luce, che lo porterà ad una nuova rinascita.
E successivamente incontrerà - al ventitreesimo grado - il Pellicano, simbolo esoterico per antonomasia, che racchiude le tre virtà di Fede, Speranza e Carità.
Successivamente incontreranno la Fenice, la quale è destinata sempre e comunque a rinascere dal fuoco, essendo essa simbolo di rigenerazione spirituale degli esseri.
Altro simbolo fondamentale nel cammino dell'Iniziato è l'Aquila, la quale possiede l'energia dell'origine del mondo. Essa, come fa con i suoi piccoli, mette alla prova i novizi e li espone ai raggi del Sole: se non sopportano il "fuoco celeste", li getta nel vuoto.
Una volta superata questa prova, l'aspirante Iniziato si troverà dinnanzi al Leone: la saggezza terrestre. Grazie ad esso il costruttore impara a comprendere la saggezza celeste, ovvero il simbolismo dell'Aquila.
Dal ventisettesimo al trentesimo grado, il Maestro d'Opera, mostra al Nostro i quattro uomini con l'anfora.
Il primo ha un atteggiamento rilassato, incurante. Egli è colui il quale desidera acquisire conoscenza spirituale per sè, senza condividerla con gli altri.
Anche il secondo uomo lascia cadere l'acqua dall'anfora e sembra incurante di ciò che fa. Egli non ha compreso il simbolismo dei rituali poichè difetta di attenzione. Si aggrappa alla forma esteriore, senza coglierne la sostanza.
Il terzo personaggio tiene l'anfora in maniera sin troppo salda e sicura ed ha un atteggiamento autoritario e dottrinale. Egli è privo di umiltà e crede ti trasmettere all'esterno grandi verità. Ma in realtà è semplicemente un erudito che conosce il significato dei simboli solo in apparenza.
Il quarto personaggio, invece, simboleggia la "trasmissione dello spirito" in quanto raggiunge il cuore di ciascuno. Tiene saldamente l'anfora, regola il flusso dell'acqua ed il suo volto esprime serenità. Egli è un vero Maestro d'Opera, un massone perfetto.
Eccoci giunti dunque al trentunesimo grado, quello del Leone alato, ovvero l'unione dei due Regni: quello della Terra e quello del Cielo.
Il trentaduesimo grado ci presenta dunque l'Angelo, ovvero l'uomo a immagine di Dio. L'Angelo, infatti, è inviato da Dio sulla terra per ricondurre l'uomo al Principio che l'ha generato.
Il Trentatreesimo grado - l'ultimo gradino che l'aspirante Iniziato dovrà salire - non è altro che la consapevolezza che l'Albero fiorito, ovvero l'obiettivo ultimo, è la Comunità dei costruttori. La Confraternita di Maestri d'Opera perfetti che hanno compiuto un lungo viaggio di perfezionamento interiore per giungere ad avvicinarsi alla Divinità.
Christian Jacq, con questo libro ricchissimo di simbolismo gnostico, massonico ed esoterico che in questa recensione ho solo brevemente cercato di spiegare, è giunto dunque all'essenza del simbolismo e del significato più puro della Massoneria.
La ricerca di Dio in tutti gli esseri.

Luca Bagatin

Pubblicato il 24/5/2011 alle 7.55 nella rubrica SPIRITUALITA' - GNOSI - TEOSOFIA.

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