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"La mia vita è un caos calmo": soliloquio nervoso by Baglu



Dovrei scrivere, vorrei scrivere, ma non mi riesce così facilmente oggi.
A voce, o, meglio, nella mia testa - sino a ieri almeno - le frasi si stampano più facilmente: pensieri sui quali riflettere, spesso, a voce alta.
Fra uno sbuffo e l'altro.
Partiamo, ad esempio, dalla politica.
Da una frase che mi da fastidio sentire, ultimamente o, meglio, da qualche anno: "sei ideologico".
Ma che vuol dire ? Io non lo so, anche se a dirmelo sono questi fighetti di sinistra oggi quasi sessantenni. Gente che ha perso la sua gioventù da gente benestante (non come me, che benestante non lo sono mai stato; non come me, che di sinistra non lo sono mai stato nemmeno quando militavo a sinistra) correndo dietro a un'ideale di pace universale...con alle spalle l'Unione Sovietica, il volto triste di Berlinguer, il moralismo di Giuliano Ferrara.
Oggi, questi quasi sessantenni danno a me, che con la loro cultura estremista non ho mai avuto nulla a che fare, dell'"ideologico".
Ma vi sentite quante cazzate sparate o quante ne avete sparate negli anni '70 ? Voi bocconiani, voi "à la page" con la bandierina rossa ?
Voi che davate dei "froci" agli omosessuali e dei "negri" agli africani ?
Oggi no, tutti a rassicurare...a fare i politically correct....
Vabè, fingiamo di cambiare argomento.
Parliamo di donne.
Ne ho conosciuta una. Non dirò il suo orientamento politico perché è inunfluente (comunque una di sinistra). Ecco, questa qui fa parte della mia generazione. E' stronza per questo ?
No, perché è stronza è basta. Non puoi scriverle sulla sua pagina di facebook (oggi, questa cazzata internettica, è così "à la page", pare) una frasetta che subito ti cancella dagli amici, o non ti caga più, oppure ti dice che il comitato centrale del suo partito le impone di fare la brava bambina anche nella sua vita privata.
I giovani in politica, oggi, sono le fotocopie escrementizie dei loro vecchi predecessori.
Vabè, sono incazzato, va bene ?
Chi mi conosce sa che non dico mai parolacce, ma che ne scrivo troppe.
E chi mi conosce sa che ci sono delle persone che mi mancano molto, ma sa anche che io sto bene da solo, con il mio dolore.
Che non voglio parlare con nessuno perché ho superato da solo i miei quattordici anni e, quindi, potrò superare anche quelli a venire.
Ora ci vorrebbe un bell'elenco ed invece vi parlo di Luisa.
Luisa aveva diciassette anni, quando la conobbi, quasi diciotto.
Io ne avevo ventiquattro.
Ci innamorammo (?).
Vabè, una frequentazione di due mesi, nemmeno troppo assidua.
Mi lasciò senza dirmi nulla, nel senso che scomparve.
Dovetti farle la posta, aspettarla fuori da scuolaguida per poterle parlare. Solo per qualche minuto, al parco.
Mi disse che voleva lasciarmi, che però non voleva farmi soffrire e che lo faceva perché mi vedeva più come un amico. E mi disse anche che lei aveva aspettato tutta la vita il "principe azzurro" e che con me lo aveva trovato, ma che ora aveva capito che non era quello che voleva.
Non ditemi che sono ragionamenti da una diciassettenne-diciottenne.
Non ditemelo perché mi fate solo incazzare. Non dite cazzate, per favore. Evitate anche di scriverlo.
Non è così. Luisa lo avrebbe detto anche se avesse avuto quarant'anni, magari con termini un po' diversi.
Vabè, io Luisa l'ho sognata qualche notte fa, ma non mi ricordo molto del sogno. O forse non voglio ricordarmelo.

Elenco delle cose che non voglio ricordarmi:

di dover incontrare delle persone che non voglio rivedere
di lavare due magliette zozze
di dover ringraziare quel mio amico per quella cosa che mi ha spedito
di andare ad una festa di cui non me ne importa nulla
di alzarmi presto
di scrivere quell'articolo di cui non mi importa nulla
di Lei che dovrei cercare di dimenticare e che invece non voglio dimenticare

Oggi è la Festa della Repubblica e qualcuno mi ha chiamato, stamattina, per invitarmi a un convegno-incontro-celebrazione.
Avevo caldo e sonno ed ho così rifiutato.
Pensavo all'estate scorsa, a quando sono stato al cinema con Lei.
Una sera abbiamo visto "Sex and the City 2". Non che mi andasse, io amo i film horror e trhiller. L'ho fatto per Lei.
Mi sono anche divertito e molto e Lei con me, a vedere quelle quattro sgallettata ad Abu Dhabi. Lei teneva la sua testa sulla mia spalla.
Lo faceva spesso.
Poi abbiamo visto anche altri film, fra cui "Toy Story 3" in 3D. A entrambi era simpatico il personaggio del maiale.
Non so perché ogni tanto certi ricordi riaffiorano. E' strano perché io di solito cerco di pensare alle cose negative del mio passato. Per evitarle nel presente.
Bei ricordi, già.
Prima di conoscere Lei non dicevo mai "già". Oggi lo uso abitualmente.

Elenco delle parole che dico abitualmente:

insomma
già
quindi
mah
uff
boh
però
perché
ah

Mi sto dilungando troppo, per oggi.


Pubblicato il 4/6/2011 alle 7.6 nella rubrica RACCONTI.

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