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"La mia vita è un caos calmo: voglio il diritto all'infelicità !": racconto monologale by Baglu




Come stai ?
Abbastanza male, grazie.
Ad ogni modo, non ne voglio parlare.
Voglio il diritto all'infelicità.
Voglio rimanere con il mio dolore, non perché ci sto bene, ma, perché, non ci sto poi così male.
E' lacerante aprire e riaprire le vecchie ferite.

Elenco delle cose che non voglio riaprire:

il cassetto dei ricordi
le mie casse piene di libri, già imballate per un eventuale trasloco
i rapporti chiusi non da me
i rapporti chiusi da me
quella porta
lo scomparto del freezer: è troppo pieno e rischia di cadermi addosso la vaschetta di gelato che ho faticosamente tentato di piazzare
le discussioni vuote

Quali sono le discussioni vuote ?
Quelle politiche, ormai, da qualche tempo.

Ho interrotto l'elenco. Sì, lo so.
Magari lo riaprirò, forse, in seguito.

Sono un avvocato, o, meglio, utilizzo valigette da avvocato.
Nere, sicure, talvolta con combinazione, talvolta in pelle, talaltra in cuoio.
Rigorosamente nero.
Che cosa ci porto dentro ? Strumenti da lavoro, scartoffie...
In realtà ci porto dentro solo una foto di mio figlio.
Oggi ho visto un padre ed una madre che camminavano, fieri e sicuri, impettiti, lasciando dietro loro il loro figlio di dodici anni circa. E lui a gridare loro: "Aspettatemi !", mentre loro, niente...lì ad ignorarlo e ad andare avanti, oppure a guardarlo in cagnesco.
I figli vanno amati.
Confesso che avrei voluto spaccare la faccia a quei due genitori e l'avrei fatto se non fosse che mi sono fermato qualche secondo prima. Ho gridato al ragazzo: "Ehy !" e l'ho salutato, sorridendogli.
Lui ha ricambiato il sorriso.
Vabè, il mondo è pieno di stronzi. Peccato solo che ce ne siano troppi e che non esista un referendum per abrogarli.
Viviamo in democrazia ed io troppo democratico non lo sono mai stato.
No perché non è che puoi far parlare tutti, che puoi lasciare spazio anche a quelli che rompono le palle, che se ne fottono dei propri figli, a quelli che dicono la loro perché si annoiano di stare a pensare ai fatti loro.
Lo so, sono snob. Sono profondamente snob, ma mi va bene così.

Ve la ricordate Roma negli anni '80 ?
D'estate, dopo le sei di sera, il sole, la calura, i palazzi, camminare da bambini, per le strade di Trastevere o del Gianicolo.
Io me la ricordo. E' uno dei miei ricordi più belli.
A me l'estate non piace punto, però, l'estate, a Roma, negli anni '80 era tutta un'altra cosa.
Era l'83 o '84, era dopo i Mondiali. Faceva caldo, non pioveva, noi ragazzini ridevamo, giocavamo, mangiavamo all'aperto.
Mi sembra passato un secolo e, forse, è così.

Elenco delle cose che mi piacevano da bambino:

i dolci
le ragazze più grandi
il gelato al pistacchio
le torte
le caramelle, soprattutto mou
Asterix
le figurine Panini
la Roma
il soldato romano (mi se che non era così però) delle monete da cento lire
il giardino interno della palazzina di mia zia in Via Monte del Gallo
i soldatini
i gatti, anche quelli randagi, soprattutto quelli randagi
Pippo
i gelati Eldorado
il colore giallo
Kunta Kinte
Il libro della giungla



Pubblicato il 15/6/2011 alle 7.4 nella rubrica RACCONTI.

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