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"La mia vita è un caos calmo: nubi": emozioni narrate by Baglu



Osservo video, ascolto canzoni (Battiato, la Bertè e la Caselli) e lo faccio con quel senso di nostalgia che mi sale addosso. No, forse non è giusto chiamarla nostalgia. Rabbia sarebbe meglio.
Però anche profonda tranquillità. Mi fumo una sigaretta e mi godo questo inizio estate ancora fresca, fra piogge e cieli azzurri, assolati.
Penso...sì ci penso ma non risponderò.
Non rispondo più a nessuno. Specie da quando Il Commissario è morto.
A me il telefono piace, ma per fare chiamate. Rispondere mi è sempre stato difficile e lo facevo solo quando mi chiamava Il Commissario. Cioè, in realtà nemmeno sempre.
Il telefono squilla ed io rimango lì, a fissare la parete. Poi mi alzo, bevo un bicchiere d'acqua, lo scaravento a terra e lancio un grido.
No, non è vero. Non lancio un grido, non ne avrei la forza. Magari rido fra me e me, fingendo di raccontarmi una barzelletta.
Canticchio una canzone, ovviemante solo l'aria, perché io le parole delle canzoni proprio non me le ricordo.

Ne abbiamo avute di occasioni, perdendole.

Mah, non so, anzi, forse lo so. So che io le occasioni non le ho mai perse, però ultimamente preferisco comportarmi diversamente, ovvero preferisco perderle perché così evito di investire quella parte di me che è già stata materialmente/fisicamente investita troppe volte.
La verità è che io mi devo difendere.

Cercavo in te la tenerezza che non ho.

Oggi un vecchio amico mi ha detto che io appaio in un modo, ma in realtà sono un'altra persona: appaio come un "chierichetto" (sue testuali parole che ora mi imbarazzo anche a scrivere, ma tant'è), ma in realtà trasgredisco le regole e le convenzioni. Talvolta anche le convinzioni. Altrui.

Le nubi sono già più in là.

La verità è che molte cose mi mancano, che la morte mi fa paura, che Lei mi manca e che mi manca anche Il Commissario (sussurro interiore: Dio, cheppalle le cose che finiscono ! Basterebbe quest'affermazione per comprendere il non-senso della vita. Comefaiasopravviveresapendochenonpuoipiùsentirliforseleggerli
forsecommentarli
eilcommissariononpotràpiù
nemmenodarmiconsiglietirarmisuilmorale).
Se è vero che non posso far tornare indietro le lancette dell'orologio, è vero anche che il mio cuore - almeno lui - non è muto.


Pubblicato il 21/6/2011 alle 19.25 nella rubrica RACCONTI.

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