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"La mia vita è un caos calmo: perché quello innamorato è sempre quello sfigato": testo recitato by Baglu



Con il caldo tendo a perdere la testa, ad arrabbiarmi oltremodo, ad avere attacchi d'ansia più forti del solito che mi mettono lo stomaco in subbuglio (come se io stessi bene di stomaco in generale).
L'estate non è mai stato un bel periodo. Se potessi attraversarla indenne, sarebbe già qualcosa.
Non è mai accaduto.
Notti insonni, sudore sulla faccia, senso di apatia e di mancamento del respiro. E' un fenomeno spesso psicosomatico, lo so.
Per uno che, come me, fra l'altro, vive in un seminterrato senza finestre non è per nulla facile.
E poi, specie la notte, cominciano ad affiorare quei pensieri che non dovrebbero affiorare.
Ed i ricordi, come ad esempio quando ero bambino e, con la scolaresca, andammo a visitare una mostra sulla "Sohah".
Vedere quei corpi magri, martoriati, tristi, spesso di bambini...Mi ricordo che singhiozzavo fra me e mè, poi cominciavo a piangere a dirotto, mentre gli altri miei compagni mi indicavano e ridevano: "Ahahah, Baglu sta piangendo ! Maestraaaa maestraaaa, ahahahah, Baglu piange !".
Sì, piangevo e nemmeno la maestra riusciva a calmarmi. Nemmeno a casa riuscivo a calmarmi. Andavo nella mia stanza e mi infilavo sotto le coperte. A piangere e a chiedermi: "Ma perché ?" Come potevano dei bambini trovarsi lì, tristi, magri, torturati, privati dei loro genitori e con i loro genitori che subivano la loro stessa sorte.
No, non mi dite che studiando la Storia certe cose si capiscono meglio. Io non le ho mai capite al punto che non riesco più a guardarle le immagini dei campi di sterminio, perché riesco a star male anche solo pensandoci.
Ecco, anche adesso sto piangendo a dirotto. E' un modo per affrontare i miei fantasmi ? Una forma di sadomasochismo quella di pensare a certe cose che mi fanno star male ? No, talvolta è solo il caldo che fa riaffiorare certe cose, certi pensieri.
Il fatto è che il caldo è solo una scusa che serve a me stesso per non dire che certi pensieri mi sono entrati dentro e non se ne sono più andati.
I lutti della Storia, i lutti delle storie di vita quotidiana.

Sono stato lasciato, il Commissario è morto ed anche mia madre morirà.

Forse non ve l'ho mai detto, ma io, la cronaca nera, sui giornali o al telegiornale, non riesco a seguirla. Senza vomitare tutto quello che ho mangiato.
Sì, lo so, è facile dire "tu Baglu sei uno che non accetta". Ah sì ? Perché voi accettate che vostro figlio finisca sotto un'automobile, che vostra nipote si getti dal settimo piano di un grattacelo, che vostra madre muoia di tumore al fegato ?
Io no. E questa è la mia battaglia. Non lo accetto perché se mi dicono che certe cose fanno parte della vita io rispondo quello che rispondevo a sette anni dopo aver visto le immagini della Shoah, con le lacrime agli occhi: "La vita è brutta".
Sin da bambino ti abituano alle frasi consolatorie e di circostanza: "Hai tutta la vita davanti"; "Sei giovane" (anche se hai quarant'anni suonati !); "Chiusa una porta si aprirà un portone"; "L'anima è immortale, lui/lei sarà sempre con noi"; "Bisogna essere sereni".
Mi chiedo quale mente malata possa partorire certe stronzate. Io a certe cose non ci ho mai creduto nè ho mai voluto crederci.
Tutti devono avere il diritto all'infelicità, perché è l'infelicità la base della vita. Se non sei infelice non sei vivo, sei solo un automa.

Non puoi stare sereno se l'inquietudine è l'unica cosa che ti rende vivo.

Non affezionarti mai a coloro i quali vuoi bene: prima o poi ti lasceranno.

Sono stato lasciato molte volte, un po' come tutti/e.
Non si è mai verificato che, chiusa una porta, si è aperto un portone.
Si sono aperte altre ferite, al massimo. E poi si è accumulato questo senso di inquietudine mista ad inutilità.
E' curioso constatare che diverse fra le mie ex abbiano detto, anche a distanza di tempo, che per loro sono "stato importante". Ecco, questo verbo al passato...che fitta al cuore.
Peferirei essere ricordato come...sono "stato una merda", piuttosto che questo "stato importante".
Sì, lo sono stato al passato. Che angoscia.
Ma non sarebbe stato meglio non essere stato nulla ? No perché questo concetto di "nullità" mi si addice molto di più.

(Ora dovrei fare l'elenco di tutte le cose che non sono, ma preferisco risparmiarmelo perché sarebbe troppo lungo e doloroso).

Comunque il punto non è che io sia stato così importante, che io sia stato così perfetto, il problema è che il resto dell'universo maschile è totalmente imperfetto.
Dai, ma come si fa a tradire una donna a cui vuoi bene ? Ma come si fa a farci dei figli, magari, e a trombare con la segretaria ? Ma come si fa ad uscire con una un giorno ed il giorno dopo con un'altra ? Come si fa a fare lo stronzo e ad essere adorato da tutte ?
Ecco, io il genere maschile lo odio alquanto e talvolta più di quello femminile. Non lo capisco e mi fa pensare ai nazisti che torturavano gli ebrei, che ci posso fare ?

Poi c'è un'altra cosa: questo non volermi definire da parte delle mie ex....amico....no, amico no, con gli amici ci si scopa ogni tanto. Amante....Baglu amante ? Ahahahahah (risate di sottofondo).
Meglio non definirlo, Baglu, molto meglio.
Infondo chi ha mai voluto conoscerlo davvero, questo Baglu ?
Quanto ve ne è fregato di me ?
Non sapete nemmeno chi sono perché io stesso non lo so. Ma voi ci avete davvero provato a capirmi ?
Non ho più nulla da dire perché non ho più nulla da dare.

Una volta una certa Luisa, di diciassette anni quasi diciotto, mi disse che in me aveva trovato il "principe azzurro". Mi lasciò qualche tempo dopo dicendo che mi lasciava perché ero troppo perfetto e che non era quello che voleva veramente e che voleva uno che la facesse stare sulle spine.
Sulle spine ci rimasi io.
E compresi il dolore del Cristo sulla croce.

La cosa che accomuna le donne fra loro sono le mestruazioni, disse Isabelle Adjani in una delle scene del film "Possession" ed io non posso capire le donne perché non ho mai avuto le mestruazioni.


Pubblicato il 30/6/2011 alle 7.2 nella rubrica RACCONTI.

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