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Il cattocomunismo è tornato a fare danni !



I Prodi, i Visco e i Bertinotti sono tornarti.
Oggi si chiamano Berlusconi, Tremonti e Calderoli.
Cambiano i nomi e, apparentemente, gli schieramenti politici, ma la sostanza rimane la stessa: nuovi prelievi fiscali e solo qualche sforbiciata qua e là ai costi della politica.
In effetti fu Berlusconi stesso a definire il suo un "governo di sinistra", peccato si sia dimenticato di aggiungere che il suo è sì un governo di sinistra, ma di sinistra cattocomunista e reazionaria, tutt'altro che liberale.
Come se non bastasse si sono soppresse anche le festività laiche come il 25 aprile ed il 2 giugno (figuriamoci che noi laici-risorgimentali sono anni che chiediamo il ripristino della festività del 20 settembre !), mentre non si toccano quelle religiose ! Ovvero: si tagliano le festività di tutti gli italiani, ma si mantengono quelle di una comunità religiosa.
Assurdo.
Ma le assurdità e i danni ai cittadini-elettori non finiscono qui.
Si accorpano solamente i Comuni di numero inferiore ai 1.000 abitanti. Una riformetta, quando occorrerebbe invece accorpare i Comuni con un numero inferiore almeno ai 15.000 abitanti !
E si aboliscono solamente 36 Province, quando invece occorrerebbe restituire alle Province il loro ruolo di ente tecnico-amministrativo, ma abolirle in toto come ente politico ! Per gestire una Provincia sono sufficienti i dirigenti pubblici: Presidenti, Assessori e Consigli provinciali sono totalmente inutili e sono lì solo per scaldare la seggiola !
Ci fermiamo qui e ci sembra anche sufficiente aver delineato a grandi linee i contenuti di una manovra che tradisce l'elettorato liberale e libertario che aveva dato fiducia al governo Berlusconi.
Un esecutivo che aveva promesso: prima la flat tax, poi la riduzione a tre aliquote fiscali...sino a giungere a comportarsi, invece, come la fotocopia del centrosinistra nostrano di matrice cattocomunista.
Una vera mazzata, l'ennesima, per l'elettorato nel suo complesso.
Forse sarebbe stato meglio che, quest'estate, i politici, anzichè ridursele, si fossero aumentate le ferie. Avrebbero certamente fatto meno danni.
Meglio ancora sarebbe, per il popolo tutto, se decidessero di andarsene tutti in pensione anticipata, si indicesse un'Assemblea Costituente su base proporzionale e si fondasse finalmente una Nuova Repubblica che riscriva, dal basso, le regole del gioco: punti ad un esecutivo eletto direttamente dai cittadini e slegato dai partiti; ad un Parlamento eletto direttamente dall'elettorato su base proporzionale e ad un potere giudiziario spoliticizzato ed eletto, anch'esso, dai cittadini.

Luca Bagatin

Pubblicato il 14/8/2011 alle 11.42 nella rubrica ARTICOLI.

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