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Alla ricerca del piacere perduto: cortometraggio by Luca Bagatin

Agosto moglie mia non ti conosco. Ed infatti io non sono sposato.
Agosto è quasi terminato per cui, visto che è iniziato con la riproposizione di un mio vecchio racconto horror-noir, desidero concluderlo nel medesimo modo.
Ecco a voi un racconto che scrissi e pubblicai il 22 agosto 2008.
Ci rivediamo a settembre che è, peraltro, fra qualche giorno.

Luca Bagatin (nella foto con Dario dall'Argento vivo addosso come l'Argentina, come avrebbe detto una certa Annamaria amica di Bazardelleparole)



ALLA RICERCA DEL PIACERE PERDUTO
by Luca Bagatin


Io e Louise, la mia ex ragazza.

Era strano trovarmela lì di fronte, anni dopo avermi lasciato senza motivo.
Da quel 1 luglio 2003 non l'avevo più vista né sentita, a parte qualche voce di una sua relazione con l'FBI: la polizia federale.

"Dai, cucciolo....Non sei contento di vedermi ?"
"No"
"Perché no ?"
La osservavo e più la guardavo e più mi scendevano le lacrime.

Musica di sottofondo. Un Blues.

Un rantolo. Confusione....alle orecchie.
Strani suoni. Strane voci. Colori e immagini sfocate.
Ancora un rantolo. Un fermito convulso.
Poi più nulla.

Mi svegliai intontito e mi alzai da terra dove probabilmente ero caduto battendo la testa.
Mi usciva del sangue dalla bocca. La mia lingua era tagliata e lussata. La mia testa girava.
Di fronte a me Lei.

"Ciao. Sono Donna, mi riconosci ?"
"No"
"Donna Carson"
"Capisco. E....Louise dov'è ?"
"Morta"
"Morta ?"
"L'ho uccisa e seppellita io questa mattina"
"Ah"

Interno e/o esterno. Giorno e/o notte. Spazio indefinito.

Una vasca piena di sangue.
Io e Donna facciamo selvaggiamente l'amore......

Voce di sottofondo:
"O forse è solo sesso ?"

E' strano per me fare l'amore in una vasca piena di sangue. Con una donna che conosco appena.
Curioso quantomeno, ma terribilmente eccitante avvertire simultaneamente l'odore del sesso e del sangue fra gemiti impazziti.
Eccolo di nuovo: un rantolo. Confusione. Suoni alternati e alternati da gemiti.
Poi più nulla.

"L'epilessia è così, mio caro Mortimer" mi diceva il dottor S. visitandomi.
"Così come ?"
"Hai presente quando ti si.....beh.....ti si rizza il cazzo ?"

Interno giorno. Ufficio.

Sono alla mia scrivania che sto compilando delle scartoffie in modo del tutto automatico.
Colleghi intorno a me.
Uno di loro, curato, sbarbato, giacca cravatta, occhiali spessi mi si avvicina:

"Louise..... Te la ricordi, Louise ?"
"No"
"Ti sta cercando"
"?"
"Ti sta cercando"
"Prego ?"
"Al primo piano. Ti sta cercando"
"Al primo piano c'è la Direzione Commerciale"
"Ti sta cercando. Louise. Ti sta cercando".

Interno giorno. Ufficio. Primo piano.

Non ricordavo di aver mai visto Louise vestita in modo così seducente.
Ma...forse non si trattava del vestito.
Aveva qualcosa nello sguardo.
Magnetico ?
Non lo so.
Teneramente seduta su quella sedia Luigi XV.....gambe incrociate.....i piedi nudi sulla sedia e....uno sguardo fisso su di me.

"Benvenuto"
"Sì"
"Come va, caro ?"
"Và"
"Vorrai sapere perché me ne sono andata così, senza dirti più niente...."
"Forse. No, dai, è assurdo. E poi lo sai che è meglio lasciar perdere...."
"Ma se sei tu quello che mi ha cercata per anni !"

Mi congedo uscendo dalla stanza salutandola con un cenno del capo.
Fuori trovo un piccolo signore anziano, calvo, dal naso pronunciato come solo gli ebrei ce l'hanno.

"Buongiorno"
"Buongiorno Mortimer"
"Lei conosce il mio nome ?"
"Certo. Sono Altotas, il tuo Maestro, ricordi ?"
"Già !"
"La vita, la morte, il sogno, l'incubo, ricordi, Mortimer ?"
"Sì, Maestro. Ma.....c'è qualcosa che mi sfugge del tutto"

Il vecchio mi sorride.

"Certo, Louise..... Non è vero ?"
"Sì, anche. Ma....qui mi sembra tutto così strano....così irreale...."

Il vecchio scoppia in una fragorosa risata.

"Irreale....E, dimmi, Mortimer, che cos'è "reale" per te ?"
"Forse il Nulla"
"Bene, vedo che ricordi la lezione"

Un rantolo. Confusione....alle orecchie.
Strani suoni. Strane voci. Colori e immagini sfocate.
Ancora un rantolo. Un fermito convulso.
Poi più nulla.

Donna Carson mi guarda dritto negli occhi.
Solo che io sono riverso a terra e la guardo anch'io, ma alzando con difficoltà la testa.
I suoi passi rimbombano nelle mie orecchie.

"Perché no ?"
"Donna...."
"Mortimer. Perché no ?"
"L'hai uccisa, vero ?"
"Io non ho ucciso proprio nessuno, Mortimer"
"Ma l'ho vista. L'hai seppellita tu !"
"In sogno forse, l'hai vista. Come vanno le tue crisi epilettiche, Mortimer ?"
"Donna...."
"Sogna, Mortimer. Tu sogni sempre. Perché pensi che sia fallito il nostro matrimonio ?"
"Oh, Donna...." mi scendono le lacrime incontrollabilmente.

Altotas: "Louise è viva !" e scoppia a ridere guardando fisso l'obiettivo della telecamera.

Entra in scena Baglu, trafelato e sudato, scusandosi con il pubblico.
"A volta i personaggi dei miei cortometraggi finiscono sempre per prendere il sopravvendo nella vita reale. Nella mia, come nella vostra ovviamente. Scusatemi, signore e signori".
Fa un inchino verso l'obiettivo. Poi ammicca con l'occhio destro e accenna un sorriso imbarazzato.

Esterno giorno:

Mortimer e Louise si tengono per mano.
La scena si allarga e si vede chiaramente che sono in posizione supina, all'interno di una grande bara d'ottone poggiata sulla nuda terra.
Donna Carson, munita di badile, getta incessantemente loro addosso del terriccio. Sino a ricoprirli del tutto.
Poi sale in un auto rossa fiammante guidata dal vecchio Altotas.
Si baciano sulla bocca appassionatamente.
L'auto sgomma.
 
Milva intona l'ultimo pezzo della canzone: "Guarda che lunaaaa....che mareee...che lunaaaa"

Pubblicato il 30/8/2011 alle 7.33 nella rubrica RACCONTI DELL'ORRORE.

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