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Risposta all'articolo di Liliana Speranza su "La Voce Repubblicana" relativo a Massoneria e P2


Ho letto con attenzione il dotto articolo di Liliana Speranza ("La Voce Repubblicana" del 30 settembre 2011), relativo alla Massoneria ed alla morale. Articolo sicuramente di grande valore ed approfondimento, di cui pur non condivido un aspetto.
Liliana Speranza parla infatti di "trame di Gelli", riferendosi alla P2.
Non capisco, infatti, a che cosa si riferisca, visto che Licio Gelli e gli appartenenti alla P2 furono assolti con formula piena con le sentenze della Corte d'Assise di Roma che, fra il '94 ed il '96, assolsero sia la P2 dalle accuse di "complotto ai danni dello Stato", che lo stesso Gelli per le innumerevoli accuse attribuitegli.

Non è esatto dire, inoltre, che la P2 non praticasse la morale. Semmai non seguiva i Landmark massonici fissati nel 1723, ma, sotto il profilo legale e profano, essa fu ineccepibile.
Sin dalla sua fondazione, nel 1877, quando ancora si chiamava Loggia Propaganda, l'allora Gran Maestro Giuseppe Mazzoni, stabilì che essa dovesse avere scopi eminentemente politici e fu con questa impronta che, il successivo Gran Maestro Adriano Lemmi, la rafforzò.
Allora, il Grande Oriente d'Italia, era considerato una sorta di "partito dello Stato" a rafforzamento degli ideali risorgimentali e patriottici. La Loggia Propaganda, proprio per il suo essere "loggia coperta" (ma non segreta !), ovvero partitolarmente discreta, fu utilizzata proprio all'assolvimento pieno di tale funzione.
Fu così che nella Loggia Propaganda entrarono: Agostino Bertani, Giosue Carducci, Ernesto Nathan, Aurelio Saffi, Menotti Garibaldi, Giuseppe Zanardelli e molti altri: fossero repubblicani-mazziniani o liberali-monarchici, ovvero la "crème" della politica dell'epoca.
Dopo la caduta del fascismo, allorquando fu ricostruita la Massoneria in Italia, con la riedificazione delle Logge, la Propaganda fu denominata Loggia Propaganda 2. Fu ricostituita e rafforzata dal Gran Maestro Giordano Gamberini e, successivamente, con il Gran Maestro Lino Salvini, fu affidata a Licio Gelli. Di scarsissima cultura esoterica, ma di notevoli doti di mediatore e di organizzatore.
Lo scopo della Loggia Propaganda, ovvero della Propaganda 2, nel dopoguerra, doveva essere sempilcemente quello di rafforzare il centrismo al governo, ovvero impedire ai comunisti ed alle forze eversive di destra e di sinistra, di prendere il potere in qualsiasi modo.
Non a caso i suoi aderenti erano tutti di orientamento politico liberale, socialista, repubblicano, socialdemocratico e cattolico liberale.
Ciò lo spiegò chiaramente lo scrittore Pier Carpi in due libri, volutamente dimenticati dall'intellighenzia culturale italiana, ed oggi lo spiega il prof. Aldo A. Mola, anche nell'intervista che gli ho fatto.
Ora, si può dire che la P2 e, prima di essa, la Loggia Propaganda, abbiano poco a che vedere con la Massoneria ed il suo carattere iniziatico e spirituale. Vero.
Il punto però è che tale scelta va attribuita unicamente al Grande Oriente d'Italia che, storicamente, in Italia ebbe un ruolo politico importante nella formazione dello Stato unitario e post-unitario. E lo assolse anche in modo positivo.
Nel 1905, purtuttavia, tale politicizzazione si accentuò a dismisura con il peggior Gran Maestro che il GOI abbia mai avuto, ovvero con Ettore Ferrari, che rafforzò tale carattere politico e per nulla massonico ed iniziatico dell'Istituzione, ovvero allorquando il GOI prese una piega fortemente ateistica ed anticlericale.
Ettore Ferrari impose alle Logge il triplice giuramento: antimonarchico, antimilitaristico e anticlericale ed introdusse apertamente la politica in Loggia, in pieno contrasto con la libertà dai dogmi, di culto e di pensiero politico professata dalla Massoneria sin dalle sue origini.
Fece bene, infatti, il pastore protestante Saverio Fera - Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese Antico ed Accettato - nel 1908, a slegarsi dal GOI, in contrasto con Ferrari, ed a costituire la Serenissima Gran Loggia d'Italia, oggi Gran Loggia d'Italia degli ALAM ed a riportare buona parte della Massoneria italiana al suo scopo originario - gnostico ed esoterico, lontano da ogni politicismo.
Questi, in sintesi, i motivi per i quali la Loggia P2 non può ritenersi nè segreta nè complottistica. Semmai lontana dai Landmark massonici, ma ciò non fu causa diretta di Gelli, bensì dell'evoluzione storica del GOI.

Luca Bagatin

Pubblicato il 7/10/2011 alle 7.21 nella rubrica ARTICOLI.

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