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"Il lenzuolo del fantasma" di Bruno Auricchio, ovvero quell'inchiesta di Agostino Cordova che colpì dei cittadini onesti



Pochissimi sanno che, negli anni '90, un'inchiesta senza alcun fondamento, introdusse in Italia una nuova Santa Inquisizione.
Una Santa Inquisizione guidata dall'allora magistrato di Palmi Agostino Cordova, il quale scatenò una vera e propria battaglia inquisitoria contro cittadini onesti, rei unicamente di appartenere alla Massoneria.
Di tutto ciò nessuno ricorda pressochè nulla, oppure si continua ancora a nascondere la verità, nonostante ci siano state sentenze definitive che hanno stabilito che Cordova aveva torto marcio. Ma, oramai, molte famiglie e molte carriere erano state distrutte. Storia di ordinaria ingiustizia in un Paese nel quale il magistrato sembra avere ragione anche quando ha torto.
Bruno Auricchio, avvocato penalista veneziano, con il suo sagace saggio "Il lenzuolo del fantasma" (Edizioni Giuseppe Laterza), con prefazione di Luigi Danesin e del prof. Aldo A. Mola, racconta di quella terribile inchiesta. E lo fa con tanto di documentazione alla mano, oltre che con la sua consueta ironia, atta a smontare pezzo per pezzo le astruse teorie del Cordova.
Auricchio, innanzitutto, racconta chi è e che cosa fa il massone e quali sono i suoi presunti "segreti" e ciò in particolare a beneficio di chi di Massoneria non sa nulla, spesso per sua cattiva volontà di approfondimento.
Esistono infatti in commercio, da sempre, un sacco di volumi su questa nobile istituzione millenaria, alcuni riportanti anche i rituali dei suoi affiliati, tutt'altro che segreti.
Il vero segreto massonico, come spiega anche l'Auricchio, risiede nel cuore di ciascun Iniziato, il quale, per mezzo del cammino spirituale massonico e dei suoi rituali, modifica la propria coscienza interiore.
Il massone, in sostanza, non è forse dissimile dal cattolico che, anzichè frequentare una Loggia massonica, frequenta una Chiesa. Con l'unica fondamentale differenza che la Massoneria non è una Chiesa e non presenta dogmi, bensì è una scuola filosofica di libertà.
Non si spiegherebbe, infatti, come mai siano stati massoni numerosissimi letterati, musicisti, politici, condottieri, sicenziati e persino religiosi. Fra i massoni famosi, infatti, troviamo Oscar Wilde, Mozart, Buffalo Bill, Zapata, Garibaldi, Meucci, Fermi, Bakunin e numerosissimi altri.
Strano, forse, che queste cose il magistrato di Palmi Agostino Cordova non le conoscesse, si chiede Bruno Auricchio nel suo saggio e ce lo chiediamo noi stessi.
E' peraltro noto che le Obbedienze massoniche non sono affatto segrete ed i loro elenchi possono essere accessibili, in qualsiasi momento, alle autorità competenti.
Bruno Auricchio, ad ogni modo, ricorda di come negli anni '90 ci fosse grande fervore giudiziario. Furono anni nei quali vi erano magistrati, come Antonio Di Pietro, che amavano mettersi in gran mostra. Tutto ciò come se il sistema delle tangenti nel mondo politico non fosse arcinoto e potesse essere debellato quarant'anni prima !
Auricchio fa notare, inoltre, come il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) sia da sempre un vero e proprio "parlamentino" con tanto di fazioni ed ideologie politiche di riferimento, quindi tutt'altro che lontano dalla politica partitica, come in realtà dovrebbe essere al fine di garantire la totale imparzialità degli organi giudicanti.
Il CSM, infatti, è composto da: Magistratura Indipendente (destra moderata); Unità per la Costituzione (centro); Movimento per la Giustizia (di orientamento verde); Magistratura Demcoratica (sinistra).
L'Italia, in questo senso, rappresenta un caso unico al mondo di politicizzazione della magistratura.
Caso curioso, invece, il fatto che, con delibera del CSM, in Italia sia stato fatto divieto ad un massone di essere magistrato. Ma come ? Un politico può fare il magistrato ed un cittadino che fa parte di un'organizzazione spirituale e non politica non può ?
Questo, come spiega l'autore de "Il lenzuolo del fantasma", sembra "giustificato" - si fa per dire - dal fatto che, nell'immaginario collettivo, "i massoni si aiutano fra loro".
Immaginario collettivo, appunto. Visto che invece abbiamo assistito piuttosto a molti casi di "raccomandazione" perché il tizio tale aveva la tessera del tal partito politico...piuttosto che perché questo era massone o cattolico o ebreo, o buddhista.
In tutto ciò ecco giungere la sciagurata inchiesta Cordova, partita da Palmi, per poi estendersi in tutta Italia, con gran nocumento dei cittadini onesti che ne saranno ingiustamente colpiti.
Agostino Cordova, magistrato, evidentemente era completamente digiuno di Massoneria. Ipotizzò infatti un "teorema" totalmente privo di qualsiasi fondamento e disse: poichè qui in Calabria c'è la 'ndrangheta ed in Sicilia la mafia che tramano contro la stabilità dello Stato, allora dietro a loro c'è la Massoneria che trama nel segreto.
Tutto ciò, ad ogni modo, era e rimaneva un teorema astratto ed un magistrato non può certo basarsi su congetture, bensì dovrebbe farlo per mezzo di prove concrete, indizi, magari raccolti da Polizia e Carabinieri, prima di lanciare accuse ed inchieste.
Ma il Cordova aveva già stabilito che i massoni italiani erano tutti colpevoli e, dunque, da inquisire. Fu così che si attivò per acquisire tutti gli elenchi dei massoni italiani, alcuni dei quali finiranno anche in pasto ai media, come se fossero una lista di proscrizione, fatta di delinquenti abituali.
Inutile dire che le più colpite furono le due maggiori Obbedienze massoniche italiane: Grande Oriente d'Italia e Gran Loggia d'Italia, con il maggior numero di iscritti.
Persone comuni, liberi professionisti, pensionati, operai. Cittadini italiani paganti le tasse come tanti altri. Con la sola "abitudine" di frequentare Logge massoniche per la loro evoluzione spirituale ed interiore !
Fatto sta che, tutto ciò, dopo aver fatto spendere alle casse dello Stato fior fior di quattrini per l'inchiesta ed aver rovinato numerose famiglie e carriere, non portò a nulla.
Nessun reato era stato commesso. Come volevasi dimostrare: un teorema senza prove, è e rimane una congettura.
E fu così che - come documenta Bruno Auricchio - la Suprema Corte di Cassazione stabilì che Agostino Cordova aveva palesemente violato la Costituzione della Repubblica Italiana agli Articoli 13 e 14, che stabiliscono che la libertà personale ed il domicilio sono inviolabili e non sono ammesse forme di detenzione, ispezione e perquisizione se non per atto motivato. Inoltre il Cordova aveva violato gli articoli 247 e 253 del codice di procedura penale.
Purtroppo, però, il danno economico per le casse dello Stato era ormai stato fatto e così il danno morale per i cittadini ingiustamente coinvolti.
Il 23 settembre del 2003, il magistrato Cordova, sarà peraltro allontanato dal Tribunale di Napoli e giudicato inadeguato.
Nel saggio "Il lenzuolo del fantasma" si racconta di tutto ciò e di molto altro. Si racconta di come il 17 febbraio 2004, la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo sancì il pieno diritto dei magistrati di appartenere a qualsiasi associazione legittima e quindi anche alla Massoneria. Si parla della Legge Spadolini-Anselmi e di come le Obbedienze massoniche italiane non siano nè possano essere definite segrete. Si racconta di come un Paese che vuole essere veramente civile e democratico, non possa minare il principio di libertà.
E di come i cittadini onesti, di qualsiasi fede o orientamento siano, abbiano il pieno diritto di sentirsi liberi di essere liberi.

Luca Bagatin

Pubblicato il 21/2/2012 alle 7.0 nella rubrica ARTICOLI.

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