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"IL CANTASTORIE": soggetto per un film di Luca Bagatin



Sto scrivendo il soggetto per un film che vorrei fosse ambientato nella Roma degli anni '90, in un condominio bene della città .
Lui, Alfredo, è un rampante dirigente d'azienda, sui quaranta-cinquant'anni ed è sposato con lei, che mi piacerebbe fosse interpretata da Valentina D'Agostino. Valentina ha dimostrato di essere una bravissima attrice nell'interpretare sia ruoli leggeri che ruoli profondamente drammatici e penso sarebbe perfetta per questo ruolo di giovane casalinga innamorata di suo marito, ma sistematicamente tradita.
Alfredo, infatti, non la ama e dopo il lavoro spesso non rientra a casa, perché o la tradisce con la segretaria, oppure va a puttane, frequenta altre donne e persino uomini.
Lei, che potremmo chiamare Azzurra, purtuttavia, ha un carattere molto forte e determinato, ma il suo amore per lui le impedisce ogni tipo di decisione drastica.
Anche quando fanno l'amore sembrano non provare alcun piacere: si tratta di un amplesso veloce e rabbioso, meccanico, privo di pathos.
I due hanno un figlio che potremmo chiamare Matteo. Ha sette anni ed un forte interesse - quasi maniacale - per la numismatica e la filatelia. Ama moltissimo collezionare monete e francobolli di vari Paesi. E' il suo mondo, poichè, viste le continue liti dei suoi genitori lui si è pressochè completamente rinchiuso nel suo piccolo e sicuro universo interiore.
Non è coccolato dalla madre nè dal padre. La prima si limita a svegliarlo, portarlo a scuola, preparargli i pasti, ma sembra del tutto assente ogni tipo di affetto e di empatia. Per lei è impossibile, poichè è totalmente assorbita dall'amore per il marito, è totalmente succube della situazione che vive o non vive con lui, dei suoi tradimenti, del suo non dimostrarle amore, che non riesce a pensare ad altro.
Matteo, a parte qualche saluto e bacio di rito, non riceve alcun tipo d'attenzione nemmeno dal padre, assente - appunto - oppure persino violento con la madre.
Vicino a loro è da poco arrivato uno strano signore, uno scrittore, Giovanni, che vive solo e si comporta in modo curioso. Pone molte domande sia ad Alfredo che ad Azzurra, oltre che al bambino ed alla portinaia.
La sua professione lo porta ad essere profondamente curioso e si mette a spiare la famigliola. A volte a seguirne i componenti, in particolare gli spostamenti di Alfredo, che sono i più frequenti. Origlia fra le sottili pareti con un bicchiere e scrive. Riporta ogni cosa loro facciano.
Ha intenzione di realizzarne un romanzo sociologico e raccoglie materiale per parecchi mesi.
Giovanni diventa molto amico di Matteo, gli fa anche da baby sitter, con la madre in casa, prostrata sul divano a piangere e ad imbottirsi di psicofarmaci.
Lui cerca di far sentire Matteo a suo agio, gli racconta favole e storie, miti antichi, gioca con lui, lo aiuta a fare i compiti, mentre Matteo lo inizia alla numismatica ed alla filatelia che, invero, lo scrittore ha sempre odiato sin da bambino.
Giovanni è molto colpito dal fatto che Matteo non manifesti alcuna emozione. Non sorride nè piange mai. Lo fa notare alla madre, ma lei fa spallucce, sino a che un giorno Matteo bussa alla porta dello scrittore.
Proprio in quel momento Giovanni sta terminando di dare alle fiamme il suo manoscritto, dopo averlo cosparso di benzina sul pavimento del salotto: non ha alcuna voglia di speculare sulle disgrazie dei vicini, soprattutto di Matteo.
Giovanni, dunque, apre la porta e si trova di fronte il piccolo Matteo. Si accovaccia e gli chiede: "Che c'è ?" ed il piccolo: "Ti voglio bene" ed il bimbo si scioglie in lacrime.
Giovanni lo abbraccia forte, sorride e dice: "Anch'io".
Poi si alza e lo prende per mano e con entusiasmo grida: "Dai, andiamo, sù, andiamo a prendere un gelato !". Matteo gli sorride ed i due corrono giù per le scale, fuori dal condominio, felici.
Titoli di coda.
E' un soggetto per un film molto triste, drammatico, ma che si conclude forse nel migliore dei modi. Ha profondi risvolti psicologici e, soprattutto, sociali.
Non so se ne avrò mai la voglia o il tempo di scriverne anche la sceneggiatura, a dire il vero, però non nascondo che mi piacerebbe molto.
La trama sembra semplice, ma non lo è. Persino gli intrecci fra i personaggi - che sto provvedendo a disegnare su carta - non sono così semplici o scontati.
Voglio però lavorarci un po' sù, senza troppe pretese.

Pubblicato il 14/3/2012 alle 7.39 nella rubrica RACCONTI.

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