Blog: http://lucabagatin.ilcannocchiale.it

Ferruccio Pinotti e l'antimassoneria



"Fratelli d'Italia" di Ferruccio Pinotti, un pessimo libro dal sapore antimassonico pieno zeppo di errori ed imprecisioni, come già fece egregiamente notare la giornalista e direttrice Anna Giacomini - purtroppo recentemente scomparsa - che nel numero 1 del dicembre 2007 della prestigiosa rivista "Officinae", gli dedicò un ironicissimo e puntuale articolo evidenziandone tutte le incogruenze.
Ferruccio Pinotti oggi ritorna a giocare la carta massonofoba, con un articolo apparso il 17 marzo scorso sul "Corriere della Sera" di Brescia.
Nell'articolo, dal titolo "La carica dei massoni: è corsa alle logge", Ferruccio Pinotti accusa nuovamente la Massoneria di essere un "network di potere riservato".
Di quale potere egli parli non è dato di sapere, in quanto la Massoneria è un'organizzazione morale, spirituale, culturale e filosofica, ove di potere non si parla punto (visto che è vietato parlare di politica, oltre che di religione).
Quanto alla riservatezza...mah, forse il Pinotti non ha dato un'occhiata all'elenco telefonico di Roma, oppure a Paginebianche.it ove, ad esempio, è presente la Gran Loggia d'Italia degli ALAM, la cui sede si trova a Roma nella centralissima Via S. Nicola De' Cesarini 3 e le cui entrate sono regolarmente registrate e provenienti unicamente dagli affiliati.
Altra imprecisione dell'articolo di Pinotti è che non è vero che "gli elenci dei massoni non sono pubblici", al massimo - quelli sì - sono riservati, così come avviene per ogni tipo di associazione: sia essa culturale, sportiva, politica ecc... I soci, infatti, hanno il sacrosanto diritto alla privacy e, dunque, alla riservatezza.
E' ovvio che, come per ogni tipo di associazione, anche gli elenchi delle Obbedienze massoniche italiane sono certamente reperibili dalle pubbliche autorità.
Ferruccio Pinotti conclude poi l'articolo affermando: "Quindi al cittadino non è consentito sapere se un primario appena nominato è anche massone, o se lo è un magistrato che deve giudicare una causa nel quale uno dei due contendenti fa parte di una loggia. Il tema della «doppia lealtà» degli appartenenti a lobby e associazioni riservate non è mai stato risolto da leggi appropriate. E danneggia gravemente la democrazia".
Forse l'articolista non sa che in Italia la libertà di associazione è garantita persino dalla Costituzione della Repubblica. E la libertà di associazione prevede anche la possibilità di mantenere riservata l'appartenenza a qualsivoglia associazione, così come riservato può essere anche l'orientamento religioso, politico e sessuale di ogni cittadino.
Se un medico è massone, omosessuale, cattolico, musulmano ecc... non si vede che cosa ciò possa interessare al cittadino o al paziente. Oppure viviamo forse in una società ove è legittimo discriminare in base al colore, all'orientamento sessuale oppure all'appartenenza ?
Questa è la democrazia. Nelle dittature, diversamente, ciò non avveniva nè avviene e - non a caso - associazioni come la Massoneria erano perseguitate dai regimi (e lo sono tutt'ora nelle numerose dittature presenti nel mondo) al punto che, numerosi massoni, finirono nei campi di concentramento nazisti in Germania, oppure finirono, in Italia, al confino.
Questo, però, l'articolista Pinotti omette di dirlo. Così come Pinotti omette anche di dire che, con sentenza del 17 febbraio 2004, la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, sancì il pieno diritto dei magistrati di appartenere a qualsiasi associazione legittima e quindi anche alla Massoneria e condannò l'Italia per violazione della libertà di associazione. Inoltre, la Corte di Strasburgo, già nel 2001, condannò la Regione Marche in quando aveva inserito una norma che prevedeva, per i suoi dipendenti e consiglieri, la "dichiarazione di non appartenenza a logge massoniche": norma ovviamente fortemente discriminatoria e lesiva della libertà di associazione.
Tutto ciò è documentato nel saggio da noi già recensito "Il lenzuolo del fantasma" (Edizioni Giuseppe Laterza), redatto dall'Avvocato Bruno Auricchio. Testo certamente non diffuso come il "Fratelli d'Italia" del Pinotti, ma certamente più attendibile e documentato.
Questa è la democrazia: ovvero libertà di associarsi, partecipare senza essere discriminati, lavorare senza essere discriminati, lottare, anzi, contro le discriminazioni.
Ciò, forse, l'articolista del "Corriere della Sera" di Brescia, l'ha probabilmente dimenticato.

Luca Bagatin

Pubblicato il 24/3/2012 alle 15.1 nella rubrica ARTICOLI.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web