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"La mia vita è un Caos Calmo: "RIFLESSIONI (senza specchio)" by Baglu


C'è una cosa che proprio non mi piace ed è la mancanza di monogamia nei rapporti sentimentali e sessuali. Mi fanno abbastanza schifo i non monogami. Mi fanno pensare ai clienti che vanno con le prostitute. Che, per carità, non c'è nulla di male. Ma a me mettono addosso un senso di squallore.
E purtroppo ne ho conosciuti e so anche che fine hanno fatto.
Ma c'è un'altra cosa che mi fa ancora più schifo e che disprezzo profondamente ed è sapere che ci sono dei vecchi che amano andare con le ragazze giovani, con le ragazzine, con ragazze che hanno una differenza di età superiore a venti, trenta o quarant'anni da loro.
Ecco, ora io ho trentatrè anni, ma ho paura che a quaranta, cinquanta o sessant'anni, possa avere lo squallido desiderio di cercare un rapporto con una ragazza più giovane.
L'unica cosa che mi consola è che spero che, allora, ci sarà un ragazzo o una ragazza giovani pronti a dirmi: "Mi fai schifo. Ti disprezzo profondamente".

Mi è stato detto, più e più volte, mi è stato confessato che io sarei un padre stupendo.
Ora, non lo so perché, ma sento, penso che non sarò mai padre e la cosa mi rattrista profondamente.
E' triste morire senza figli.

Da anni sento dire che dobbiamo votare "per". Per qualcosa, per degli ideali, per un programma, per delle persone. E fu così che, improvvisamente, dopo anni di attivismo politico, qualche cicatrice (una in particolare sulla schiena, per essere stato spinto, nel '99, ad una manifestazione nonviolenta, almeno da parte nostra, al porto di Trieste) e molte ore di riunioni, congressi, comunicati stampa, fu così, dicevo, che smisi improvvisamente di andare a votare.
Bisognerebbe imparare a votare "contro". Forse, alle prossime elezioni, sarà ciò che farò.
E vaffanculo alla maggioranza !

C'è un'altra cosa che vorrei aggiungere. Una sorta di aggressione verbale e che ho subito ora, per la prima volta. E mi ha ferito molto.
Mi stavo confrontando, amabilmente, su internet, dicendo la mia, su questioni politiche, mi pare.
Parlavo con due signori, di oltre sessant'anni e mi ha davvero colpito la loro violenza verbale, il loro modo di usare, ogni due parole, termini come "culo", "cazzo", "coglioni" ed allora mi sono chiesto ed ho chiesto loro dove fosse finita l'eleganza che contraddistingueva la loro generazione, ma, soprattutto il fatto che non è dignitoso, per persone in età, prendersela con un ragazzo più giovane.
Mi sono beccato, nell'ordine, dello "stronzo" e del "saccente".
Ora, io non lo so se mi ha deluso di più mio padre, quando non ha voluto aprirmi la porta di casa sua, dopo trentadue anni, oppure questi due "signori" (che mi pare si dicessero "socialisti", ma sono sicuro che scherzassero. Filippo Turati aveva un altro stile), avezzi ad un linguaggio da Cine Panettone.
Però c'è una cosa che penso: che la nuova lotta di classe sia generazionale. Se oggi i giovani stanno male lo devono a causa di chi li ha ridotti in brache di tela.
Ed allora, cari sessantenni di oggi, sconfitti dalle ideologie di ieri, amanti di Alberto Sordi ieri e di Checco Zalone oggi, che magari sognate di portarvi a letto la Velina di turno, mi fate davvero pena.



Pubblicato il 27/6/2012 alle 16.46 nella rubrica RACCONTI.

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