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Massoneria, camici bianchi e deformazioni giornalistiche



Forse sarà colpa del caldo, forse di una distrazione di mezza estate, non sappiamo. Non sappiamo davvero come un direttore serio di un giornale come "Il Tempo" di Roma, ovvero Mario Sechi, abbia potuto pubblicare una notizia tendenziosa e priva di ogni fondamento.
A firma Daniele Di Mario è apparso, il 26 luglio scorso, un articolo reperibile anche sul web, dal titolo inquietante: "Latte in vena al neonato. Massoneria in corsia".
Ora, già di per sé la notizia è tragica, ovvero la morte di un neonato all'ospedale San Giovanni di Roma il 29 giugno scorso per la somministrazione di latte per endovena. Come l'estensore dell'articolo abbia collegato la Massoneria a questo fattaccio, proprio non sappiamo e la cosa ci lascia sgomenti.
Leggendo l'articolo di Daniele Di Mario, infatti, leggiamo solamente che "il potere della massoneria nella sanità è noto. Come lo è, del resto, in altri ambienti: finanza, politica, magistratura, giornalismo".
Ah sì ? Non lo sapevamo davvero. Può, peraltro e per cortesia, l'estensore dell'articolo dimostrare codeste affermazioni ?
No, perché ci appaiono solo delle parole riecheggianti quel "complotto demo-pluto-giudaico-massonico" di fascista memoria.
E, si sa, durante il regime nazifascista, ma anche quello comunista nei Paesi dell'Est, i "potenti" massoni, assieme ai "ricchi" ebrei, erano perseguitati, finivano al confino o, peggio, nei lager e nei gulag.
Ciò andrebbe ricordato e scritto. A presente e futura memoria.
Il Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM Luigi Pruneti, interviene nella questione con fermezza, dichiarando:
"Insomma, ci risiamo. Anche dietro la tragica morte di un neonato avvenuta nell’ospedale San Giovanni di Roma si staglia, come sempre, la massoneria. E io che come Gran Maestro pensavo che le frizioni nelle corsie fossero dovute alla lottizzazione politica dei primariati, illuso e ingenuo nel pensare che i tanti disservizi e i casi di malasanità fossero frutto dei tagli pesantissimi al settore, colpa della macelleria sociale con la quale si spera di arginare lo spread e la crisi finanziaria. E invece nulla di tutto questo. Niente carenza di personale, niente ritmi massacranti, nessuna scarsità di materiale sanitario o sostituzione di quello obsoleto con attrezzature a norma, nessun errore umano né incuria, niente ! Dietro a un fatto così drammatico c’è la massoneria e solo la massoneria. E a scoprirlo è un cronista, un giornalista de Il Tempo che sulla base di un si dice, su dati numerici (sbagliati) dei massoni in Italia e un pizzico di P2, che ci sta sempre bene (come il pepe sulla carbonara) costruisce un articolo che se il fatto – la morte di un bambino – non fosse così drammatico, farebbe solo sorridere. Ora aspetto solamente che lo stesso tipo di informazione scriva qualcosa sulla crisi economica, chissà, forse riuscirà finalmente ad illuminarmi asserendo che la crisi dell’euro è pilotata dagli U.F.O. di Alfa Centauri".
Luigi Pruneti ha ragione da vendere e, una volta di più, non comprendiamo lo spirito e l'intento del cronista de "Il Tempo" che, essendo giornalista, potreva e potrebbe documentarsi meglio visto che le sedi delle Obbedienze massoniche italiane sono in pieno centro di Roma ed aperte a chiunque e lo sono da oltre un secolo (salvo durante il fascismo che, appunto, le fece chiudere...come forse qualcuno desidererebbe anche oggi).
La Massoneria sicuramente non uccide nessuno. Affermarlo, se non fosse ridicolo, sarebbe aberrante.
All'origine dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) c'è lo spirito massonico di umanità e fratellanza fra i popoli. All'origine di organizzazioni umanitarie quali l'Unicef, la Fao, l'Unesco, la stessa Croce Rossa Internazionale - fondata dal massone Henry Dunant - c'è lo spirito massonico.
Tutto ciò, il giornalista de "Il Tempo", forse, nemmeno lo sa e la cosa è molto, molto grave per chi fa un mestiere legato all'informazione.
Purtroppo in Italia siamo abituati, più che all'informazione, alla deformazione. La deformazione fa vendere copie di giornali, anche in tempo di crisi, si dice.
E' purtuttavia la formazione (quella formazione che insegnano da secoli anche nelle Logge massoniche, attraverso un percorso di elevazione morale e spirituale), la chiave per far evolvere, nel lungo periodo, il pensiero umano e far crescere le nuove generazioni in un progetto di condivisione e di costruzione di un presente e di un futuro possibili/sostenibili.
Se gli operatori dell'informazione di oggi lavorassero di più sulla formazione, a partire dalla loro stessa formazione, forse, le deformazioni sarebbero evitate.
Confidiamo ad ogni modo che, l'articolo dell'altro giorno apparso su "Il Tempo", sia semplicemente il frutto di una distrazione estiva del Direttore responsabile.

Luca Bagatin

Pubblicato il 27/7/2012 alle 14.2 nella rubrica ARTICOLI.

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