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Emanuel Swedenborg nell'opera musicale di Fabio Mengozzi: spiritualità in musica



Emanuel Swedenborg (1688 – 1772), importante figura del panorama scientifico, filosofico e mistico-spirituale svedese, visse alla corte di re Carlo XII di Svezia di cui divenne anche consulente per le applicazioni militari (pensate che suo è il primo prototipo dell'attuale Hovercraft in uso dalla marina militare).

Swedenborg, come ricorda Lino Sacchi nella sua raccolta di biografie di massoni famosi edita dalle Edizioni Età dell'Acquario, fu massone di Rito Scozzese Antico ed Accettato e, ben presto, sarà conosciuto in tutto l'universo spirituale del XVIII secolo per le sue doti di chiaroveggenza e la sua capacità di sperimentare particolari stati di coscienza molto simili al samadhi della tradizione vedica, con visioni, capacità di preveggenza e medianiche (in particolare legate alla possibilità di comunicare con gli Angeli).

Fu così che elaborò una particolare tecnica di meditazione legata alle varie parti del corpo, molto simile a quella praticata dagli Yogin Himalayani e, tali meditazioni, lo porteranno ad elaborare uno specifico rituale massonico denominato tutt'oggi Rito di Swedenborg o Rito Svedese, diffuso e praticato in Islanda e nei Paesi Scandinavi.

Agli studi ed agli scritti di Swedenborg (oggi disponibili, in Italia, per le Edizioni Mediterranee “Cielo e Inferno” e “Conversazioni con gli Angeli”, volumi che racchiudono la descrizione pressoché completa ed esaustiva delle sue visioni medianiche) si ispirarono numerosissimi intellettuali e studiosi, fra cui lo psicanalista Carl Gustav Jung che nel mistico svedese vide un precursore della psicanalisi, l'insigne filosofo Immanuel Kant, lo scrittore Goethe e – in tempi più recenti – il poeta Jeorge Luis Borges.

A Swdenborg, alcuni anni fa, si è ispirato anche lo scrittore friulano Carlo Sgorlon che, per Mondadori, ha dato alle stampe il romanzo filosofico "Il circolo Swedenborg" e persino l'ambiente musicale è rimasto toccato dall'opera swedenborghana al punto che, un giovane compositore, pianista e direttore d'orchestra quale è l'astigiano Fabio Mengozzi, che mi ha di recente contattato, ha realizzato un brano ove ha applicato la cosiddetta "Dottrina delle Corrispondenze" di Swedenborg.

Tale "Dottrina" è descritta nell'opera "Arcana Coelestia", scritta poco prima del 1750 dal mistico svedese. Essa intende mettere, appunto, in corrispondenza il mondo materiale con quello spirituale. Ogni nostra scelta terrena, infatti, è legata e corrispondente a ciò che ci accadrà quando saremo defunti. I nostro pensieri e le nostre azioni terrene, dunque, sceglieranno se ci collocheremo in quello che Swedenborg definisce "Cielo", oppure nell'"Inferno". Ciò ricorderà a molti la dottrina vedica del karma, non a caso.

Ebbene, Fabio Mengozzi, classe 1980, diplomatosi in pianoforte all'età di 19 anni al Conservatorio di Torino - presentandosi da privatista - avvaldendosi delle relazioni matematiche fra le note, ovvero dei procedimenti numerici cari a Pitagora per trasformare i numeri in musica, ha realizzato - ispirandosi alla mistica swedenborgiana - "Dieci frammenti celesti", una composizione fatta di sonorità inedite e mistiche (ascoltabile su youtube), realizzata, oltre che con il pianoforte, anche con bulloni, viti, gomma e cartone, secondo il metodo ideato dal compositore John Cage.

Fabio Mengozzi mi ha confessato che per lui "il Numero và colto per il suo significato qualitativo oltre che quantitativo". Ed esso è inevitabilmente necessario nelle composizioni musicali, in particolare se si rifanno alla Tradizione.

Il musicista, per Fabio Mengozzi, è, infatti, una sorta di alchimista che mette Ordine al Caos, poiché "Tutto è stato creato nel numero, nel peso e nella misura".

Ed è in base a tale ricerca mistica per mezzo della musica che Fabio Mengozzi si è avvalso, per realizzare la sua musica swedenborgiana, della cosiddetta Successione di Fibonacci, che è connessa con la Sezione Aurea (o Proporzione Divina) che conoscevano molto bene i matematici dell'Antica Grecia e dell'Antico Egitto, oltre che i mistici, i Sufi ed i Costruttori delle Cattedrali...antichi progenitori degli attuali Liberi Mutartori.

L'opera di Mengozzi, ancora purtroppo poco conosciuta, in particolare in Italia, lo ha ad ogni modo messo in contatto con la Swedenborg Scientific Association, che, in Pennsylvania si occupa di divulgare ed approfondire il pensiero filosofico di Emmanuel Swedenborg, nonché gli ha permesso di presentare il brano "Dieci frammenti celesti", in prima assoluta, presso la prestigiosa Winchester Modern Gallery di Victoria, in Canada.

Penso ci sia molto da imparare attraverso l'opera di Fabio Mengozzi.

Innanzitutto permette di comprendere, anche ai ricercatori dello Spirito più navigati, quante applicazioni possa avere la Sezione Aurea e quanto determinati Rituali, anche massonici, siano tutt'altro che inventati o slegati dalla realtà materiale e mistica nella quale viviamo ed alla quale possiamo attingere anche per mezzo dei suoni e della musica. Oltre che della meditazione.

In secondo luogo richiama alla mente l'opera di Swedenborg che fu forse il primo, in Occidente, ad approfondire la tradizione Vedica ed Indù e ad introdurla pesino nel mondo massonico, con perfezione scientifica, senza voli pindarici o ciarlatanerie tipiche dei tanti pseudo-mistici e pseudo-alchimisti di ieri e di oggi.

In terzo luogo, l'opera di Mengozzi, apre le porta ad una riflessione più ampia nel panorama musicale, che non è solo o tanto legato al gusto personale, all'"avere orecchio", come si diceva un tempo. La musica è, come la scrittura, perfezione e responsabilità e, dunque, in particolare se vuole essere efficace a livello "sottile", a livello spirituale, deve contenere le giuste proporzioni, così come è accaduto per la costruzione degli Antichi Templi come quello di Salomone, il Santuario di Asclepio, le Piramidi egizie, le Cattedrali gotiche.

Questo, gli Antichi, lo sapevano bene e questo è il lavoro delle moderne Confraternite spirituali di oggi e di sempre. Mantenere vivo il fuoco della Gnosi, della Conoscenza, in un mondo ove la materialità rischia di offuscare e controllare le menti, svuotandole di ogni intrinseca intelligenza.


Luca Bagatin

Pubblicato il 26/8/2012 alle 15.34 nella rubrica SPIRITUALITA' - GNOSI - TEOSOFIA.

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