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"La mia vita è un Caos Calmo: Acque": monologo by Baglu



Stavo leggendo il giornale, seduto sulla mia panchina.
Anche oggi, come ieri e l'altro ieri ed il giorno precendente, quella ragazza passeggiava, con il suo cane. E mi salutava, con un sorriso appena accennato.
Era la ragazza che mi aveva fatto il prelievo del sangue, il mese scorso. Capelli neri lisci, occhi verdi, molto, molto alta. Passeggiava sempre, con il suo cane, per il parco.
"Domani la fermo", mi ero sempre detto, senza mai averne il coraggio.
No, non è che mi mancasse il coraggio, è che non avevo voglia di parlare con qualcuno. Tantomeno con lei, perché, forse, non volevo disturbarla.
"Salve"
"Salve, lei è..."
"Sì, Alessandra".
"Sì, mi ricordo"
"Ci vediamo, arrivederci"
"No, aspetti...No, non è che voglio disturbarla è che, mi chiedevo se..."
"Se ?"
"Mah, no, mi chiedevo se, ne avesse voglia, potevamo andare a berci un caffè qui, da Mario"
"Perché no ? Un giorno magari"
"Eh perché no mi sa, però"
Lei mi guardò con un'aria interrogativa, ma senza farmi sentire in imbarazzo.
"Perché vede, lei mi è molto simpatica, io la vedo passeggiare, tutti i giorni. La saluto, osservo i suoi occhi verdi che mi ricordano quelli di Duchessa, che era una gatta che avevo quando avevo pressappoco dieci anni. Era il 1989. Si ricorderà certo, lei, l'89. Infondo avremo più o meno la stessa età. Se li ricorda, i Pink Floyd che, il 15 luglio del 1989, suonarono "The Wall" a Venezia ? Erano in diretta mondiale mi sembra. Allora stava per cadere il Muro. E' difficile che la maggior parte delle persone mi risulti simpatica. E' che lei mi fa sentire a mio agio, ogni volta che passa di qui e mi saluta, però mi fa sentire a mio agio così, senza che ci conosciamo troppo. Perché poi, se ci si conosce troppo, si finisce per odiarsi. E poi io ho un pessimo carattere e....ecco, lo vede ? Parlo troppo. Penso e ripeto sempre ciò che penso, così, ad alta voce. Lei mi prenderà per pazzo, è così, vero ?"
"No, assolutamente, anzi, la capisco. Lei mi sembra solo un uomo uscito da un romanzo, tutto qui"
"Lo prendo con un complimento, allora"
"Lo è", mi disse lei, sorridendo.
"Arrivederci, Alessandra"
"Arrivederci, Baglu".
Rimasi così, a bocca un po' aperta. Consoceva il mio nome. Forse mi aveva sentito chiacchierare con Mario o con qualcuno che, di tanto, veniva a trovarmi qui al parco, sulla mia panchina.

Pubblicato il 4/9/2012 alle 14.47 nella rubrica RACCONTI.

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