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Il "caso Tortora": a che punto siamo arrivati ?



Oggi, finalmente, dopo storie di preti, poliziotti, uomini di legge e d'ordine nel Paese ove vige da sempre il disordine ed il malaffare legalizzato, ecco che si dedica una fiction ad un grande giornalista, presentatore, politico: Enzo Tortora.
Cazzo. Non ci speravo più.
Ed anche se il protagonista, Riky Tognazzi, recita malissimo la parte del presentatore genovese, ben venga comunque.
Io, quando Tortora fu arrestato, piansi amaramente. Quanti lo piansero, allora ?
Quanti in Rai lo aiutarono ? Quanti, nelle redazioni dei giornali infami di ieri, così come di oggi, lo avrebbero voluto - prima ancora che creduto - innocente ?
Quanti, dopo il "caso Tortora", hanno avuto ancora fiducia nella giustizia italiana, amministrata da Caste di potere, senza alcuna responsabilità civile, prima ancora che penale ?
Ciò che mi fa riflettere, che mi lascia sgomento, è un quesito al quale non riesco a trovare risposta. I magistrati che accusarono Enzo Tortora di spaccio di droga, di appartenere alla Camorra, i quali oggi hanno fatto carriera e non hanno pensato minimamente di cospargersi il capo di cenere, oggi, riescono a dormire tranquillamente la notte ?
Riescono a guardarsi allo specchio senza vomitare ?
Ed i giornalisti che si accanirono sul povero Tortora, torturato nelle carceri italiane ? Riescono a guardare negli occhi i loro figli senza vergognarsi di ciò che, trent'anni fa, hanno scritto sui loro fogliacci di regime ?
Enzo Tortora non era un personaggio simpatico. Era un giornalista ed un intellettuale che non frequentava i salotti buoni e non guardava alle convenienze, alla carriera. Diceva sempre ciò che pensava e lo diceva sempre assumendosene la responsabilità.
Quella responsabilità che lo fece rimanere in carcere sino all'ultimo, lottando, senza chiedere privilegi. Lottando, una volta uscito, assieme ai Radicali, i quali furono gli unici a garantirgli pieno sostegno. Cosa che non fecero nemmeno i Liberali, ai quali pur Tortora era legato.
Una vicenda triste, quella di Tortora, come sono tristi le vicende dei carcerati di oggi e per le cui condizioni lo Stato italiano continua a ricevere condanne in sede europea.
Una triste vicenda di malagiustizia, di una magistratura che non funziona, che ha condannato alla gogna ed al carcere preventivo troppi innocenti in questi ultimi quarant'anni.
E pensare, si dice, che siamo in una democrazia. O, almeno, così la chiamano.

Baglu - Libero Marinaio dell'Inferno Virtuale

Pubblicato il 2/10/2012 alle 7.4 nella rubrica Diario.

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