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A proposito di antimassoneria e massonofobia: una testimonianza di Franca Barbetti Celetto, Delegata Magistrale in Friuli della Gran Loggia d'Italia degli ALAM


Da quel lontano 3 marzo 1983, data del mio ingresso nell’Obbedienza della Gran Loggia d’Italia, ne ho viste davvero tante di campagne diffamatorie nei nostri confronti.

Lo scandalo della P2, l’inchiesta Cordova degli anni 90, quando alle 6 di mattina sono piombati in casa di mio padre portandogli via di tutto e di più, le reiterate pubblicazioni sulla stampa locale e nazionale di elenchi, il più delle volte obsoleti, con nomi di Fratelli e Sorelle da tempo passati all’Oriente Eterno. Ma non importa, tutto va bene, purchè si diffami, anzi si infami!

Davvero penso che ci sia chi vorrebbe costringerci ad andare in giro con vergogna con la squadra e il compasso al collo per additarci e riconoscerci...come facevano i nazisti con gli ebrei…e pensare che invece quella squadra e quel compasso noi li portiamo davvero addosso, ma volentieri, con orgoglio, proprio per riconoscerci e farci riconoscere.

Qui in Friuli Venezia Giulia tutti coloro che sono stati nominati per incarichi regionali hanno dovuto, per anni, dichiarare la loro appartenenza alla Massoneria, finchè questo obbrobrio non è stato cancellato, ma, nonostante tutto, lo hanno fatto con fierezza di appartenenza.

Due anni fa abbiamo inaugurato a Udine la mostra sull’Antimassoneria. Sono venuti in tanti, molti si sono meravigliati di tanto livore nei nostri confronti, in fondo ci conoscevano come persone “normali”, anzi il più delle volte come “brave persone”;  insomma proprio non potevano credere che “mangiassimo i bambini”!

Anche la stampa ha pubblicato riscontri positivi della manifestazione e riscontri ancor più positivi li ha pubblicati lo scorso anno in occasione del Meeting dei Giovani, quando improvvisamente in molti si sono accorti che la Massoneria non è un ritrovo di vecchi bacucchi, tristemente bardati nelle loro fasce e nei loro grembiuli, ma un’istituzione vivace, moderna, capace di attrarre i giovani non perché offre loro potere, soldi o appoggi politici, ma VALORI, quei valori che tanto mancano oggi in questo nostro Paese che ha perso la bussola.

Dopo di allora un’altra campagna stampa ci ha toccati, ma erano beghe politiche…noi eravamo solo un pretesto per fare le scarpe a qualche concorrente politico poco gradito.

E così da anni ed anni andiamo avanti per la nostra strada, tra alti e bassi, tra momenti di insolita pace e periodi di vera e propria guerra.

Quando finalmente il nostro diventerà un Paese “normale”, allora forse si renderà conto che l’unico, vero, importante, metro di giudizio, non è quello di essere ritenuti appartenenti a questa o quella istituzione, ma l‘esempio che ciascuno di noi offre giorno per giorno, con il suo comportamento, la sua credibilità ed il suo onore."


Franca Barbetti Celetto

Delegata Magistrale per il Friuli Venezia Giulia della Gran Loggia d'Italia degli ALAM

Pubblicato il 6/10/2012 alle 7.45 nella rubrica SPIRITUALITA' - GNOSI - TEOSOFIA.

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