Blog: http://lucabagatin.ilcannocchiale.it

Bettino Craxi: a tredici anni dalla scomparsa



Bettino Craxi, statista, Segretario socialista, ex Presidente del Consiglio italiano, tredici anni fa moriva ad Hammamet, il 19 gennaio, solo e lontano dal clamore mediatico.
Bettino Craxi moriva dopo una persecuzione giudiziaria che gli aveva attribuito le peggiori nefandezze, come se la colpa delle ruberie di Stato fosse sua o solo sua.
Quale la colpa principale di Craxi ? Di aver scelto di finanziare il Psi attraverso finanziamenti privati, in nero, è vero, ma pur sempre privati, come avviene in tutte le maggiori democrazie occidentali. Non certo come avveniva per la Dc ed il Pci, che si facevano finanziare dal sottogoverno, dalle industrie di Stato o parastato e, nel caso dei comunisti, addirittura dalla dittatura sovietica.
Del resto la politica costa, ma, almeno, ai tempi di Craxi, le idee contavano ancora qualcosa. Contavano le culture e le storie politiche e persino il benessere dei cittadini.
Oggi contano i personalismi, ovvero gli arricchimenti personali - che sono aumentati esponenzialmente dal '92 ad oggi -, contano i mass media ed i magistrati che si candidano in politica. Contano gli arrivisti come Berlusconi ed i conservatori postcomunisti come Bersani e Vendola. Contano i parolai come Maroni e Grillo. Conta l'illegalità diffusa ed un sistema bancario centralizzato, ove la banca centrale americana può stampare cartamoneta a suo piacimento, in barba ad ogni regola di libero mercato.
Craxi è morto e nemmeno i suoi figli si sono rivelati suoi degni eredi. Bobo è esponente del microscopico partitino socialdemocratico di Nencini, sempre a fianco dei cattocomunisti. Stefania, invece, dopo essere stata fedelissima di Berlusconi ha fondato un micro partito chiamato Riformisti Italiani, candidando alle prossime elezioni addirittura un personaggio impresentabile e lontano da ogni cultura politica come Luciano Moggi.
Povero Bettino !
Ad ogni modo, per fortuna che esistono ancora storiche riviste socialiste come "Critica Sociale" - diretta dall'amico Stefano Carluccio - a ricordarlo ed a riportare i suoi articoli e discorsi.
E' proprio in questi giorni uscito il nuovo numero della "Critica", che riporta una notizia molto interessante, ovvero la dimostrazione di come Tangentopoli fu una "falsa rivoluzione" orchestrata ad arte attraverso un intreccio fra finanza, mafia e procure deviate.
In un articolo della "Critica" , riportato in prima pagina, si legge di "Proposta Nuova" (con tanto di documenti allegati), ovvero una lobby segreta promossa negli anni '90 dall'andreottiana Ombretta Fumagalli Carulli, dall'immobiliarista Radice Fossati e dall'allora magistrato Antonio Di Pietro. Lobby che, pare, avesse lo scopo di infiltrare propri affiliati nei partiti e nelle Istituzioni al fine di - si legge - "disarticolare ed egemonizzare la vita interna dei partiti e della loro posizione nella pubblica amministrazione".
Sarebbe peraltro ora, in questo Paese ove si è indagato più volte su falsi scandali e falsi misteri, di far luce vera almeno su questo aspetto.
La memoria del socialista Bettino Craxi e la scomparsa - unica al mondo - di un'intera classe politica "manu militari", avvenuta in Italia fra il '92 ed il '93, ce lo chiedono. E con loro l'onestà intellettuale dell'Italia intera.

Luca Bagatin

Pubblicato il 19/1/2013 alle 7.7 nella rubrica ARTICOLI.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web