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"A volte s'incontrano..." folletti, gnomi e oscure presenze raccontate da Luigi Pruneti

Gli gnomi, i folletti, le fate, ma anche orchi, vampiri, lupi mannari, streghe, streghi, trolls, sono fra noi ?
Chi può mai dirlo. Certamente i racconti popolari ed il folklore italiano ed europeo ne sono certamente popolati.
E' il folklore che affascina e cattura l'attenzione dei più piccini, ma anche degli adulti. Del resto il grande psicanalista Carl G. Jung studiò a fondo il fenomeno degli gnomi e dei folletti e lo scrittore Sir Arthur Conan Doyle credeva alla presenza degli spiriti e delle fate, al punto da credere ad un celebre fotomontaggio della sua epoca - che ritraeva appunto delle fate - elaborato da due simpatiche bambine.
Il "piccolo popolo", infondo, non è che il simbolo di un universo a noi parallelo, famigliare ma anche a noi lontano nel tempo. Richiama ancestrali ricordi e, soprattutto, ancestrali suggestioni, ma anche paure.
Luigi Pruneti, saggista, scrittore e Sovrano Gran Commendatore della Gran Loggia d'Italia, con il suo "A volte s'incontrano...", ha voluto raccogliere in un agile volume edito da Le Lettere con prefazione del prof. Paolo Aldo Rossi, la storia di queste presenze ancestrali, quasi magiche, che ha permeato la cultura "sotterranea" di tutti i popoli della terra, dall'Antichità, passando per l'Ottocento spiritualista e teosofico sino alla modernità ed alla ricerca di resti di veri o presunti vampiri a Venezia ed in Italia.
La Toscana, terra del Pruneti, con le sue leggende, è oggetto dell'analisi dell'autore, ma non solo. Ogni regione d'Italia presenta i suoi folletti, fate, streghe, orchi. E persino ogni nazione europea.
Persino la famigerata Befana, che porta doni ai bambini ogni sei gennaio, è da considerarsi come una presenza che fonda le sue origini in Toscana nella notte dei tempi.
Presenze curiose, quelle degli gnomi burloni, dei gatti marmioni o mammoni che siano. Presenze che infastidiscono il sonno dei bambini, oppure aiutano i contadini nei loro lavori nei campi.
Presenze forse aliene ? Chissà. Forse, piuttosto, presenze spirituali, sia positive che negative, che accompagnano l'umanità nel suo cammino di evoluzione.

Luca Bagatin

Pubblicato il 28/1/2013 alle 7.32 nella rubrica ARTICOLI.

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