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Lo spirito della Repubblica Romana e FARE per Fermare il Declino



Appare scontato, anche se non dovrebbe esserlo.
Che cosa appare scontato ?
Che nessuno, o quasi, sappia che cosa sia accaduto il 9 febbraio del 1849. Che questa data passi, da sempre, sotto il più totale silenzio. Che nessuno dica che il 9 febbraio 1849, per la prima volta nella Storia d'Italia, entrò in vigore una Costituzione civile, democratica e liberale, molto più liberale dell'attuale Costituzione della Repubblica dei partiti e dei loro lacchè, fondata nel 1948.
Il 9 febbraio 1849 fu proclamata, a Roma, la Repubblica Romana. Voluta da Giuseppe Mazzini e da Giuseppe Garibaldi, fondata su principi di laicità, libertà e moralità.
Principi che l'Italia post-risorgimentale, fascista e postfascista (e mai autenticamente antifascista) ha del tutto dimenticato e disconosciuto.
Oggi negli Stati Uniti d'America, in Inghilterra ed in Francia si parla di matrimonio omosessuale, così come ieri si parlava di eutanasia e di suicidio assistito; di ricerca scientifica; di opportunità di lavoro per i giovani cervelli e si garantiva ciò. Ciò che il nostro Paese incivile, partitocratico, socialista in favore dei più forti e fascista nei confronti dei più deboli, non ha mai nemmeno voluto sentir nominare.
Da noi Mario Monti incassa l'appoggio del Vaticano che, a sua volta, trova la sua sponda nel Pd di Bersani e nel PdL di Berlusconi. Ovviamente, in tutto ciò, nessuno ricorda quei giovani combattenti della Repubblica Romana, i quali si batterono contro il Vaticano (e non già contro il cristianesimo o contro il cattolicesimo, tutt'altro !) per garantire che la libertà dei singoli fosse a garanzia della libertà di tutto il popolo.
"Dio e Popolo", non a caso, era il motto di Giuseppe Mazzini. Un Dio al di sopra dei dogmi papali ed al di sopra delle beghe del Potere di ieri e di oggi.
La Repubblica Romana, pur nella sua breve esistenza, dimostrò come con la forza del popolo sovrano, civile e democratico, possano nascere leggi giuste. Ovvero l'esatto opposto di quanto accaduto con l'avvento degli autocrati e dei partitocrati senza principi.
Oggi noi ricordiamo la Repubblica Romana del 9 febbraio 1849, ma pensiamo al 24 febbraio 2013, ove nessuno più parla di diritti civili e di garanzie democratiche.
Pensiamo che varrebbe la pena disertare le urne, se non fosse che almeno una personalità, fra le tante mezze calze, ancora a quei principi crede e con quei principi si è sempre presentata. Stiamo parlando di Oscar Giannino, liberale e repubblicano della prima ora che non a caso ha voluto mettere in piedi un'operazione de-ideologizzata per FARE per fermare il declino del Paese. Ovvero non per "chiacchierare a tarallucci e vino", magari spartendosi e lottizzandosi le poltrone e/o i sottogoverni.
Ecco quindi che il ricordo della Repubblica Romana potrebbe tornare vivo ed attivo proprio grazie a Giannino ed a FARE per Fermare il Declino, ed in questo senso è necessario che ci si attivi. Che ci si attivi contro l'imperversare dei Bersani-Berlusconi-Monti, il cui ritorno è terribilmente di nuovo dietro l'angolo. Ed il Paese, che ha già purtroppo conosciuto i Pio IX, i Mussolini, i Togliatti, i Fanfani, i Berlinguer, gli Andreotti ed i De Mita, non può davvero più permetterselo.

Luca Bagatin

Pubblicato il 8/2/2013 alle 16.4 nella rubrica ARTICOLI.

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