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Alessandro De Nicola a Pordenone per spiegare come FARE per Fermare il Declino dell'Italia



Alessandro De Nicola, giurista e Presidente della Adam Smith Society - associazione che si occupa della diffusione dei principi di libera iniziativa economica e di libera concorrenza - oltre che fondatore del movimento politico FARE per Fermare il Declino, è stato presente nella città di Pordenone venerdì 15 febbraio scorso, per presentare il movimento che, alle elezioni politiche del 24 febbraio, candida Oscar Giannino alla carica di Premier.
FARE per Fermare il Declino, come spiegato dal coordinatore pordenonese Michele Daniel, non ha preso un solo euro di finanziamento pubblico ai partiti, né intende prenderlo. Per questo, ogni candidato in lista, ha versato una quota associativa allo scopo di autofinanziare il movimento.
Un movimento che, come spiegato da De Nicola, nasce dalla buona volontà di sette persone, fra giuristi, economisti e giornalisti economici fra cui Luigi Zingales, Michele Boldrin e lo stesso Giannino, con lo scopo di abbattere drasticamente la spesa pubblica e, successivamente, abbattere drasticamente le imposte. Vere cause - spesa pubblica e imposte elevate - della recessione economica e dell'impoverimento dei cittadini meno abbienti e meritevoli.
"FARE per Fermare il Declino è nato da un senso di angoscia" - ha spiegato De Nicola - da parte di persone come noi, che non hanno mai fatto politica, ma che hanno pensato ai propri figli, ormai condannati a cercare lavoro all'estero in quanto, in Italia, il merito ed il talento sono penalizzati".
E così, il gruppo costitutivo di FARE per Fermare il Declino - fra la fine di luglio e gli inizi di agosto 2012 - ha pagato degli spazi pubblicitari sul Sole 24 Ore, Il Fatto Quotidiano, Il Gazzettino, Il Mattino, il Messaggero di Roma ed Il Foglio, per diffondere dieci punti concreti per abbattere la spesa pubblica e ridurre le imposte. Nel giro di una settimana il movimento ha ricevuto ben 120.000 adesioni ed 85.000 euro di contributi volontari da singoli cittadini.
E' chiaro che, FARE per Fermare il Declino, non è un movimento improvvisato, "che parla a vanvera come fanno Bersani, Berlusconi e Monti, proponendo di tutto e di più", ha proseguito Alessandro De Nicola, ma un movimento che "propone innanzitutto di togliere i 25 miliardi di sussidi statali alle imprese, in modo da rompere il clientelismo fra imprese e politica; togliere l'IRAP sulle imprese, permettendo loro di crescere ed assumere; ridurre il carico pensionistico in quanto in Italia si spende ben il 17% del PIL in particolare in pensioni d'oro a fronte del 13% in Francia e dell'11% in Germania; abolire i 5.600 Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti; abolire le Comunità montane e le Province (in tutto riusciremo a recuperare il 4,2% del PIL); vendere i beni immobili dello Stato, che esso stesso mal amministra; vendere le aziende pubbliche".
Questi, in sostanza, i punti programmatici di FARE per Fermare il Declino che, come ha concluso Alessandro De Nicola, ha anche lo scopo di "cambiare il paradigma culturale, ovvero vogliamo un'Italia ove a primeggiare siano il merito, l'opportunità, la concorrenza e la diffusione della conoscenza, proprio per rispondere alle aspettative dei cittadini più svantaggiati".

Luca Bagatin

Pubblicato il 16/2/2013 alle 16.1 nella rubrica ARTICOLI.

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