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San Giuseppe Garibaldi


E se Garibaldi, anziché unificare l'Italia e poi cederla a Casa Savoia, avesse combattuto per conto del Papa ?
E se Garibaldi, anziché essere stato un acceso anticlericale, avesse ambito ad una Chiesa dei poveri ?
E se Garibaldi, anziché essere diventato icona del mondo laico e risorgimentale, fosse diventato icona sacra del mondo religioso e cattolico ?
Questa, l'ipotesi fantastorica di "San Giuseppe Garibaldi", edito da Editoriale Albero e scritto, nel 1987, da Franca Bigliardi Carpi, che per questo romanzo ricevette il premio L'Espresso da una giuria di altissimo livello composta, fra gli altri, da Alberto Arbasino, Alberto Moravia, Leonardo Sciascia ed Enzo Golino.
Franca Bigliardi Carpi, moglie del compianto scrittore Pier Carpi, dopo aver letto tutto ciò che c'era da leggere sull'Eroe dei due Mondi, immagina Giuseppe Garibaldi esattamente così com'era, con tanto di pregi e difetti: eroe appassionato ed al contempo ingenuo; scrittore per passione ma senza averne le doti; stratega dal grande cuore e di grande fede. Una fede che Garibaldi professerà - nella realtà storica - in seno alla Massoneria, divenendone Gran Maestro ma che, nel romanzo della Bigliardi, troverà vigore nella Chiesa cattolica ed in Pio IX, che la scrittrice immagina come un buon cattolico, animato da principi liberali e purtroppo manovrato dalla Curia vaticana, con in testa il Cardinale Antonelli.
Il Giuseppe Garibaldi del romanzo, postosi, con le sue Camicie Rosse, al servizio volontario del Papa, vorrà unificare l'Italia sotto la bandiera Pontificia e con un sogno nel cuore: una Chiesa fatta di umili e di semplici, come nel desiderio originario di Gesù detto Il Cristo ed unificare l'intera Europa e, perché no, tutto il mondo, attraverso rivoluzioni di popolo, abbattendo monarchie e principati.
Un Garibaldi che, per principi, non sarà poi così dissimile dal Garibaldi che la Storia ci ha donato.
Un Garibaldi allora ostacolato dai Savoia e, nel romanzo, ostacolato dal Cardinale Antonelli, tutto preso nel sostenere i Re "cristiani" e lo status quo.

Un Garibaldi che, alla fine del romanzo...sarà addirittura e meritatamente eletto nuovo Papa !
"San Giuseppe Garibaldi" è un romanzo fantastorico ed umoristico, purtroppo fuori catalogo da molti anni, scritto con un linguaggio elegante, che vuole essere un omaggio all'Eroe dei due Mondi, ma anche di critica a certa politica risorgimentale, animata dall'intrigo e dall'intrallazzo, piuttosto che da sani principi.
La Storia - peraltro - ci insegna che, Garibaldi, una volta unificata l'Italia, si ritirò ben presto a vita privata nella sua Caprera, a fare il contadino. Deluso e sdegnato da una politica di intrallazzi che mai amò e che mai potè fare sua. Esempio per tutti del vero rappresentante - assieme a Cagliostro, Mazzini, Gandhi e pochi altri - del “Cristo Cosmico” sulla terra, ovvero dell'Eroe immortale, che, dopo duecento anni, ancora manca all'Italia ed al mondo intero.

Luca Bagatin

Pubblicato il 5/4/2013 alle 7.6 nella rubrica ARTICOLI.

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