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EUTANASIA LEGALE: per vivere liberi sino alla fine



La storia di Piera, così come quelle di tanti altri, come Marcello, vecchio amico di Pordenone, mi commuove. Non può non commuovere, la sofferenza altrui.
Non può non commuovere la storia di Piero Welby o di Ramon Sampedro. La storia di malati che lottano contro la malattia e la sofferenza. Malati terminali o meno che, non potendone più, decidono di togliersi la vita.
Consapevolmente.
Civilmente.
Con Amore per sé stessi e per chi sta loro accanto.
La battaglia per l'eutanasia, come quella per il diritto suicidio, fra tutte, è quella che mi è più cara. Non è solo una battaglia di diritto, autodeterminazione, libertà. E' una battaglia d'amore contrapposto alla sofferenza.
Le parole mi mancano e fanno posto alle lacrime. Ed alla rabbia.
Alla rabbia nei confronti di coloro i quali negano il diritto all'eutanasia legale ed al suicidio assistito legale. Rabbia perché costoro non conoscono né l'amore né la pietà nei confronti del prossimo.
Non ho né avrò mai stima per una persona che non conosce né amore né pietà.
Ed ora voglio lasciarvi alla storia di Piera ed all'invito a firmare per la proposta di legge di iniziativa popolare lanciata in questi giorni dall'Associazione Luca Coscioni.
A fianco dei malati e dei sofferenti. Da sempre.

Baglu



www.eutanasialegale.it

Pubblicato il 4/5/2013 alle 16.31 nella rubrica Diario.

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