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"La mia vita è un Caos Calmo: E' più facile non esistere". Monologo by Baglu



Sei romantico, sei giallo, sei verde, sei rosso, sei massone, sei socialista, sei liberale...
Come detesto le definizioni che mi attribuisci.
Ma ti pare che, uno che vorrebbe scomparire, ha piacere a definirsi ?
No. Definire è limitare, dicevi tu. Come il nostro rapporto.
Peccato che io non esista. Nemmeno nella tua vita, pare.
Forse ti vergognavi di me, non l'ho mai capito.
No, non mi piango addosso.
Se proprio mi dovessero definire direi che mi piacerebbe mi definissero "marito e padre perfetto".
Amo l'utopia, te l'ho mai detto ? Per questo sono matto.
Ho preso solo la tessera di Dignitas, ma non perché amo le definizioni. Perché voglio sparire come e quando voglio io.
Ma oggi va così di moda suicidarsi. Che tristezza. Quasi quasi ci ripenso, ma solo perché non mi va di fare ciò che stanno facendo tutti questi folli assetati di mediaticità.
Come quello che si è tolto la vita e lo ha fatto pur avendo famigliari a carico...che, come se non bastasse, ha affidato a Berlusconi !
La sofferenza è una cosa seria e voi mitomani del cazzo non sapete nemmeno che cazzo significhi. La sofferenza.
Non sono bello. Ecco, è più facile definire ciò che non sono.
Mi piace non essere, perché non avrei mai voluto essere.
Non l'ho chiesto io di venire al mondo, né di essere lasciato.
I contratti senza clausole e stipulati da una parte sola non mi piacciono.
Ma che posso farci ?
Mi hai detto, no, non tu, tu tu, lei, lei, sì, lei mi ha detto "io non vorrei che tu non esistessi" e mi sono commosso.
Lei quasi non mi conosce e scrive questo. Forse lo scrive perché non mi conosce che, detto così, è una battuta che fa ridere. Almeno a me fa sorridere.
Mi bevo una birra, poi un brandy. No, non fa bene bere. Lo so e nemmeno fumare, ma tanto io fumo sigari e non perché mi piace darmi un tono, ma perché mi piace fumare sigari. Mi piacerebbe anche fumare la pipa e qualcuno mi ha detto che mi si addice.
Io vorrei che lei fosse felice. No, non tu, perché tu mi rimpiangerai e basta (vorrei che fossi felice anche tu, ma con me saràperchétiamo). Sto parlando di lei.
Una volta le ho scritto che mi piacerebbe essere un mago per fare una magia e risolverle qualsiasi problema e lo penso ancora. E non lo penso perché la conosco poco, ma perché lo penso e basta. Poi penso anche che mi piacerebbe innamorarmi di lei ma preferisco non ammetterlo.
No, non credo che il mio problema sia la solitudine, ma l'affollatezza, anzi l'affollazione. C'è troppa gente che vorrebbe farsi i fatti miei e non mi va. Parlo solo con chi voglio io e, di solito (ma non sempre), con chi voglio io non è mai disponibile.
E' fuori casa, è assente oppure più semplicemente non è il caso di.
Con lei ballerei il tango come Al Pacino in quel film (come mi somiglia quel personaggio - Frank Slade - stanco della vita che vuole finirla in bellezza). Sì, anche con Lei tentai di ballarlo, il tango, ma Lei pensa che... Mah, penso che si sia sempre vergognata di me.
Non chiedetemi perché però. Non ho complessi e mi dicono anche che non so cantare bene, anche se non penso sia vero.
Non so cucinare, quello è vero.
Non so nemmeno più di tanto scrivere.
E' più facile fingere di non esistere perché la vita è già di per sé una finzione.

Pubblicato il 30/5/2013 alle 13.33 nella rubrica RACCONTI.

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