Blog: http://lucabagatin.ilcannocchiale.it

Ragazzo, fai il giornalista ma sii creativo. Editore, paga bene e sii corretto.



Un amico mi segnala un articolo sul sito Doppiozero.com, scritto da Andrea Indiano, dal titolo "Ragazzo, non fare il giornalista !".
La tesi di fondo dell'articolo è che oggi il giornalismo, ovvero la carriera del giornalista, è diventata impraticabile in quanto le notizie sono da anni totalmente gratuite, postate sul web e a disposizione di tutti.
L'articolo è interessante anche se non lo condivido punto.
Innanzitutto diciamo subito che l'informazione, ovvero le notizie, sul web,  non sono totalmente gratis, ovvero, per pubblicare un articolo, anche online, c'è sempre chi ci guadagna a monte, o attraverso la pubblicità o alto.
Faccio un esempio: il mio blog - che tratta principalmente di informazione e cultura - non è totalmente mio, ma di proprietà di una società che guadagna grazie alle cose che scrivo. Il dramma, semmai, è che questa società - pur permettendomi di scrivere gratuitamente - non mi gira parte dei suoi guadagni.
Perché non iniziamo a chiederci come mai ciò non accade e perché, invece, ciò non potrebbe accadere ? Perché "qualcun altro" deve guadagnare sulla base di ciò che facciamo noi e noi dobbiamo accontantarci di un mero "spazio gratuito" ?
La medesima cosa accade per i giornalisti non pagati da grandi quotidiani o persino dalla stampa freepress: manca la correttezza a monte, ovvero un nuovo modo di fare editoria in modo che a guadagnarci siano tutti e non solo qualcuno. Cari editori, se volete guadagnare dovete investire a profusione ed imparare anche ad essere corretti con il vostro prossimo.
C'è poi un altro problema, che poi è anche il principale, ovvero non si realizzano più "prodotti accattivanti" e degni di essere acquistati. In particolare in edicola, ma anche in ambito televisivo.
Parliamoci chiaramente: a tutti fa piacere scaricare la musica gratis o i videogames oppure leggere gratis. Purtuttavia se il prodotto è buono e a prezzo ragionevole, siamo tutti disposti ad acquistarlo.
Oggi non esistono più giornali di qualità ed il settore editoriale è in crisi per questo. Lo stesso scrittore Mark Twain - tanto per tornare al discorso che facevo poche righe fa - affermava che non si può pretendere di avere ottimi giornalisti se questi non sono ben pagati !
Mancano le idee e le progettualità. Se c'è qualche cosa che va imputata alle nuove generazioni ed anche alla nostra decantata Generazione X, è che siamo privi di stimoli e di idee. Non veniamo a raccontarcela, ragazzi, è così. Se poi non ci sono editori che ci stimolano, economicamente parlando, peggio ancora.
Siamo stati abituati - ad ogni modo - così bene, ovvero al benessere degli Anni '80 e '90, che abbiamo perduto il gusto ed il piacere per la sperimentazione e la trasgressione in ogni ambito.
Guardate i programmi tv o i libri di nuova uscita: tutti o quasi pressoché privi di pathos, emozione, sensazione, introspezione, trasgressione. Sembrano fatti giusto per guadagnarci qualche soldarello facile, sembra quasi che chi li ha realizzati e prodotti non si sia mimimamente "divertito" nel realizzarli e nel produrli.
Pensiamo invece agli Anni '60 e '70, alle prime radio libere, alla voglia di sperimentare, di divertirsi, ma mettendoci passione, creatività, ingegno.
Le lauree, i titoli di studio, non potranno mai colmare la passione per lo scrivere. Se non hai passione è inutile il tuo pezzo di carta in mano e questo - nella nostra Panisola - temo si faccia ancora fatica a comprenderlo. Il titolo di studio, inutilmente, ha ancora "valore legale".
Studiare è inutile se non sia hanno passioni. Se si hanno passioni, invece, è opportuno metterle a frutto e studiare per metterle a frutto.
Purtroppo, oggi, i giovani e non solo, studiano ed approfondiscono poco. Non hanno memoria storica né background culturale, né sembrano ricercali.
Mi capita spesso di parlare con adolescenti o ragazzi sui vent'anni o anche meno e rendermi conto che o non hanno passioni o, se le hanno, hanno quasi paura di metterle a frutto. E dico loro: osate, andate oltre i pregiudizi e soprattutto oltre a ciò che vi dicono gli altri, gli adulti, i media che si sono inventati una crisi che non è economica, ma di progettualità.
Non lo smetterò mai di ripeterlo.
Per tornare a risollevare il mercato editoriale, ma non solo, occorre far tornare di moda la passione e dunque l'ingegno e l'approfondimento. La voglia di studiare, ma non per un pezzo di carta che non servirà mai a nulla, ma per affinare le proprie capacità. Ciò genererà mercato e condivisione. Ma se davvero ci saranno editori e società pronte - a quel punto - ad investire, anche a scatola chiusa. Facendo guadagnare tutti, cedendo diritti, rendendo fruibili a tutti i contenuti e facendo sì che mercato ed ingegno vadano di pari passo. 

Luca Bagatin (nella foto con il collega giornalista Paolo Di Mizio)

Pubblicato il 27/7/2013 alle 12.33 nella rubrica ARTICOLI.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web